La Casalgrandese lotta ma la Scandianese ha due marce in più
Un derby più di corsa e di rabbia che di idee. Ma novanta minuti intensi, ritmati e più che onorevoli, al termine dei quali Scandiano prende tutto, lasciando agli “ospiti” (pur sempre tali, anche nella "trasmigrazione" sul sintetico sassolese) un paio di importanti contestazioni per due episodi occorsi nei primi 45 minuti dalle parti del portiere Fava. E mentre la formazione di Iemmi (fuori per squalifica) viaggia con un vento in poppa sempre più sensibile, quella di Ingari resta ancorata al penultimo posto in compagnia dell’Atletico Montagna, che ha però una gara in meno.
Si comincia alle 17, sotto la luce dei riflettori che vedono un primo episodio rimarchevole al secondo minuto, quando i casalgrandesi chiedono il rosso per fallo da ultimo uomo di Amadori su Dhiaa: si dovranno, a malincuore, accontentare del giallo e della punizione dal limite.
Scandiano vince ai punti la lotta per il comando delle operazioni, rendendosi pericoloso in un paio di circostanze tra il 12’ e il 25’. Casalgrande reagisce e al 33’ avrebbe l’occasionissima: Bokri si ritrova il pallone sotto il naso all’altezza dell’area piccola finendo a terra sulla pressione di Amadori. A pochi passi, il direttore di gara lascia correre. E cadere.
Si riparte sotto il segno di un equilibrio solo apparente. Perché la partita ha un mazziere che continua a dare e sparigliare le carte a piacimento: Ferrari. Il sette scandianese, sulla fascia destra, fa quello che vuole, servendo - sul panno verde dell’area piccola – rasoterra a ripetizione. Su uno di questi, al 46’, Messori pesca il jolly dell’uno a zero.
La ripresa si apre con un paio di opportunità scandianesi, ma a fare il gioco di Ferrari e compagni è Dhiaa, che al 18' va a cercarsi il secondo cartellino giallo mettendo giù secco Caselli: chiarissimo, purissimo, inspiegabilissimo. In undici contro dieci è “one team show”, anche per merito del neoentrato Ferretti. Al 39’ l’attaccante attacca al chiodo il derby con una chicca: palla ricevuta sul vertice dell’area, controllo e dribbling con stoccata sul primo palo: due a zero e tanto di cappello. —
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