Tifosi della Regia delusi Domenica a Lentigione un passaggio cruciale
Mister, giocatori e società: il popolo granata ne ha per tutti Nelle ultime tre partite gli attaccanti non hanno segnato
La Reggiana si appresta a vivere una settimana molto delicata. Il pareggio casalingo con il Fiorenzuola, dopo il ko di Crema, ha aperto una mini-contestazione nei confronti della squadra e del tecnico Mauro Antonioli.
I granata sono dunque attesi da un passaggio importantissimo domenica in casa del Lentigione. Un campo ostico, contro una squadra che venderà cara la pelle e che si è rinforzata nel mercato di gennaio.
L’umore in casa Reggiana è inevitabilmente basso ma l’aspetto positivo è che la società ha fatto quadrato intorno all’allenatore e il tecnico a sua volta ha difeso i giocatori.
Da un po’ di tempo Antonioli ha mostrato insofferenza nei confronti di alcune critiche, quelle che ritiene vadano oltre l’aspetto calcistico. Domenica non ha nascosto il suo malcontento per il fatto che dagli spalti siano piovuti fischi prima ancora che finisse il primo tempo, quando la squadra aveva avuto alcune occasioni per segnare e il match era aperto a qualsiasi risultato. Il vero tifoso, ha detto Antonioli, «deve incitare la squadra per 90’ e dopo può manifestare il proprio disappunto».
Il mister non ha avuto paura di esprimere il suo pensiero ma naturalmente ha detto cose impopolari per una parte della tifoseria. La piazza reggiana negli ultimi anni non ha risparmiato critiche a nessuno dei tecnici e ora si sta ripetendo lo stesso copione. Allo stadio e sui social in queste ore i commenti negativi si sono sprecati nei confronti di tutti: dei giocatori, dell’area tecnica e della società per le scelte di mercato a gennaio.
La Reggiana in questo momento è alle prese con l’inedita crisi del reparto avanzato. L’attacco è tutto sulle spalle di Luca Zamparo, che in questi mesi ha tirato la carretta e ha realizzato 12 reti in 19 presenze. Definire l’arciere in crisi sarebbe ingeneroso, ma da tre turni non segna e di conseguenza la squadra fatica. Ma anche altri giocatori, ad esempio Lorenzo Staiti, sono stati impiegati con grande continuità per assenza di alternative all’altezza.
«Ci rendiamo conto che possiamo contare soltanto su noi stessi», ha detto Janisa Cavagna domenica. Frase anche questa forse un po’ impopolare ma molto realistica. Tocca a loro e a nessun altro provare a dare un senso alle prossime 12 giornate. —
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