Troppe criticità in attacco dietro la sconfitta con Torino
La delicatissima sfida con la Fiat ha confermato le difficoltà offensive del nuovo assetto della formazione reggiana dopo la rivoluzione di fine anno
Quota 60 punti solo sfiorata e un surreale 9.7% da tre punti. È in attacco che la Grissin Bon ha perso la delicatissima sfida di Torino, confermando le tante difficoltà offensive del nuovo assetto uscito dalla rivoluzione di mercato di fine 2018.
Dalla sosta per le Nazionali di novembre all’ultimo match i biancorossi avevano giocato 9 partite, perdendone 6. Nelle sconfitte viaggiavano a soli 71.8 di media, statistica oggi abbassata a 69,8 dopo il tonfo piemontese, rispetto agli 88 abbondanti delle 3 vittorie. In assoluto Reggio è quart’ultima, con 78 di media, un dato gonfiato dagli esordi stagionali con match ad alto punteggio.
La partita con la Fiat, densa com’era di pressione e tensioni, ha crudelmente evidenziato le sofferenze. Da un lato la mira balorda, un 3 su 31 dall’arco difficile da spiegare se non con il nervosismo. Perché sì, Allen e Rivers hanno sparacchiato allegramente, con 19 triple tentate, ma sia loro sia i compagni hanno avuto anche buone occasioni, piedi per terra o non marcati. Il pallone non è mai entrato: sfortuna, agitazione o altro, il risultato è impietoso.
Torino si è progressivamente chiusa a riccio in area, scommettendo giustamente sulle percentuali biancorosse. E sulle scelte. In questo momento la Grissin Bon non riesce a creare gioco corale con facilità, anzi, e quando si incarta l’unica soluzione è mollare la patata bollente a Rivers e Allen.
I due Usa hanno fatto benissimo nel pitturato, ma quando la difesa ha lasciato spazio da fuori si sono ostinati – e il copione è tutto tranne che nuovo – a forzare da fuori. Il 3 su 19 del duo fa scopa con il 17 su 49 accumulato nelle 3 precedenti sconfitte consecutive.
Sarebbe sbagliato guardare solo il duo americano, spesso chiamato a risolvere situazioni complesse. Reggio ha un’eccellente coppia offensiva di lunghi, ma sia Aguilar che soprattutto Cervi hanno bisogno di essere innescati. E di esterni che facciano canestro, per evitare continui raddoppi. Aguilar è giocatore di altro livello ma non può mettere 5 bombe con l’uomo in faccia in ogni gara. L’alternativa sarebbe correre, ma per farlo occorrono i rimbalzi. E pure qui si piange: i biancorossi sono ultimi per rimbalzi catturati, 34.4 di media, e terz’ultimi per rimbalzi concessi, 38.4. Non proprio la base migliore. —
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