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CALCIO SERIE D 

Un altro anno di serie D o il ripescaggio in C Reggio Audace, ecco gli scenari possibili

Jacopo Della Porta

Dalla costituzione della società nell’agosto scorso fino ad oggi gli azionisti hanno già messo più volte mano al portafoglio 

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REGGIO EMILIA. Gestire una squadra di calcio ambiziosa in serie D comporta un impegno economico importante. Lo dicono i dati previsionali di bilancio della Reggio Audace. Nella stagione 2018/2019 i soci della Reggio Audace hanno preventivato costi per 2,3 milioni di euro, mentre gli introiti per sponsorizzazioni dovrebbero attestarsi sui 900mila euro.

LIQUIDITA’

Si tratta di cifre che saranno meglio definite in sede di rendicontazione e che al momento sono previsionali. E tuttavia, a questo punto della stagione, con la squadra di mister Antonioli lontana dal primo posto che significa promozione diretta, è quasi inevitabile che gli attuali soci discutano del futuro. Proprio in termini economici. E un punto di partenza imprescindibile per discutere del futuro è certamente il più recente passato: in estate, i fondatori avevano dato vita alla società con un milione di euro, tra capitale sociale e sponsorizzazioni, ma in seguito si sono rese necessarie ulteriore iniezione di liquidità. Si pensi soltanto alle ultime vicissitudini, con il ridimensionamento del socio “venuto da lontano”, l’imprenditore Marco Arturo Romano, che ha ceduto i tre quarti del suo pacchetto azionario (inizialmente pari al 40% della società) agli altri soci granata.

SCENARI E COSTI

L’attuale composizione societaria sarà in grado di sostenere un altro anno di serie D? Finora tutti, dal presidente Quintavalli fino all’ultimo socio hanno sottolineato la volontà di lavorare a un progetto che nei prossimi anni riconsegni la squadra della città ai palcoscenici che storicamente merita. Allo stesso modo però i soci della Reggio Audace non perdono occasione per sottolineare che le porte della società sono aperte a chiunque voglia contribuire a fare il bene della società granata. E lo stesso discorso vale nell’eventualità che la Reggio Audace possa essere protagonista di un ripescaggio in C. La memoria - ahinoi - ancora fresca della mancata iscrizione al campionato di serie C1, all’indomani dall’eliminazione ai playoff dei granata da parte dei coniugi Piazza, ci dice che servono quasi 400mila euro tra contanti e fidejussione bancaria.

SOCI E QUOTE

La compagine societaria dei granata è composta da sette soci, sia persone fisiche che imprese. Senza contare che qualora ciò dovesse avvenire con un ripescaggio, avrebbe inevitabilmente un ulteriore costo, calcolato oggi attorno ai 300mila euro.

Dopo il ridimensionamento di Marco Arturo Romano l’azionista di maggior peso nella Reggio Audace è Conad Centro Nord: la cooperativa ha spalle molto solide, con un fatturato che nel 2017 si è attestato a 1,3 miliardi di euro e un utile consolidato di oltre 16 milioni di euro. Il colosso della distribuzione attualmente detiene il 21,5% delle quote granata. Marzio Ferrari, presidente della cooperativa, siede nel cda della Reggio Audace insieme a Mauro Rondanini del Conad Le Querce, nuovo vicepresidente della squadra di calcio. Naturalmente trattandosi di una cooperativa gli investimenti in sponsorizzazioni sono soggetti a vincoli e scelte condivise.

Il secondo ad avere maggiore peso è Giuseppe Fico, della Fratelli Fico Cablaggi Elettrici, azienda di Montecchio, che ha un fatturato di circa 7 milioni di euro (un milioni circa di utile). L’imprenditore possiede il 18,75% dell’Audace.

Il terzo socio, con il 15,63% è la Olmedo del presidente Luca Quintavalli, azienda di Bibbiano leader nel settore dei mezzi da trasporto per disabili e ambulanze, che ha un fatturato di 50milioni di euro.

L’ad Mauro Carretti detiene il 14,13% delle quote attraverso le società Golden Path, rete di professionisti che si occupa di salute e benessere, e Immobiliare Emme, che hanno un fatturato complessivo di 2,5 milioni di euro. Carretti è stato socio fondatore dello Studio Alfa, società che si occupa di servizi ambientali ed energetici dal 1980, di cui Iren Rinnovabili ha acquisito la maggioranza nel 2017.

Len Solution di Cristiano Giaroni, azienda di Cavriago di software per la logistica e software gestionali, ha un fatturato di circa 1,5 milioni di euro (con alti margini di utili)

Gianni Perin possiede l’8,13% di quote. La sua azienda BI tecnology si occupa della commercializzazione sui mercati italiani ed esteri di vibrovagli e di sistemi di deferrizzazione. Il marchio è legato al marchio Imec. I fatturati di queste aziende si aggirano sui 18milioni di euro annui.

Infine l’ex socio di maggioranza relativa, l’ingegnere Marco Arturo Romano, rimasto nella Reggio Audace con il 10% delle quote, che a giugno cederà in base agli accordi sottoscritti a gennaio, partecipa con l’azienda “Tecnologia e Sicurezza”, il cui fatturato nel 2017, in base al bilancio depositato nel 2018, è di 678.572 euro, con un utile di 76.924 (in netta crescita rispetto all’anno precedente, quando il fatturato era stato di 382.030 e l’utile di 7.524).

Fin qui i numeri. Che, se non disegnano scenari futuri, servono comunque a interpretare quello che eventualmente potrà succedere, da qui a qualche mese. Archiviato - anche se non ancora del tutto - l’affaire-Romano, resta da chiedersi chi dell’attuale compagine societaria sarà della partita anche per il prossimo campionato. —

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