Gaspardo spalle al muro con “Pilla” dovrà reagire
REGGIO EMILIA. Punti, atletismo, duttilità. Questo il biglietto da visita con cui Raphael Gaspardo si presentò al popolo biancorosso nel giugno scorso quando era un pezzo pregiato di mercato e Reggio lo strappò alla concorrenza di diverse big pronte ad investire su di lui.
Classe 1993, reduce da un paio di brillanti stagioni prima da comprimario a Cremona poi da protagonista a Pistoia, cifre in costante ascesa che gli avevano regalato l’emozione del debutto in azzurro proprio un anno fa. Il giovane in rampa di lancio era sbarcato alla corte reggiana per spiccare il volo. Nell’architettura della squadra, il ds Frosini aveva puntato su di lui con la volontà di garantirgli minuti e fiducia nello spot di quattro titolare.
Ma la scintilla non è mai scoccata. Pronti, via ed ecco subito l’infortunio in preseason che lo ha fatto partire ad handicap quando avrebbe dovuto garantire equilibrio e solidità ad un’area pitturata ballerina che già stava pagando l’evanescenza di Griffin. Fallito il primo esperimento, nella rivoluzione autunnale si è cercato di togliere pressione all’ala di Bressanone inserendogli davanti nelle rotazioni un big come Aguilar. Gaspardo avrebbe così dovuto garantire minuti di qualità in uscita dalla panchina per fare rifiatare a dovere il lungo iberico. Ma sono continuate a scorrere le domeniche senza che l’ex Pistoia fosse riuscito a graffiare. Nell’exploit di Brindisi e nella goleada con Pesaro sembrava avere invertito la rotta, ma si sono invece rivelati solo due flash nel buio. Troppo poco per quanto si aspettava da lui coach Cagnardi che alla resa dei conti lo ha prima messo sul banco degli imputati nel post Brescia poi escluso dalle rotazioni nella serata in cui si giocava il futuro a Torino.
Ora l’arrivo di Pillastrini, da sempre abile a lavorare con i giovani. Per Gaspardo si apre un nuovo capitolo: bravo dovrà essere il coach a rivitalizzarlo e lui a voltare pagina. All’orizzonte c’è un altro anno di contratto in biancorosso, ma ancora prima una tanto tribolata salvezza da raggiungere con il suo contributo. —
Luca Sanibondi
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