A Lentigione l’esodo granata sull’onda del malcontento
La trasferta al “Levantini” arriva in un momento delicato per la Reggio Audace Sui social a finire sul banco degli imputati è soprattutto l’allenatore Antonioli
REGGIO EMILIA. Anche se non è certo dell’umore migliore, il popolo granata non farà mancare il suo calore anche al “Levantini” di Lentigione, dove la Reggio Audace affronterà i padroni di casa domenica alle ore 14:30 (biglietti in vendita presso la sede di via Giglioli Valle fino a sabato). Le Teste Quadre si ritroveranno alle 12:30 nel parcheggio dell’Italghisa per poi partire alla volta della bassa con mezzi propri, soluzione adottata anche dal Gruppo Vandelli.
Ma da qui al momento del fischio d’inizio è impossibile non fare i conti con un diffuso maldipancia che tutto è tranne che un malanno di stagione. Anche perché, a vederla proprio dal punto di vista calcistico, la stagione, a questo punto, dovrebbe essere tutt’altro che compromessa. E invece... E invece sui social i commenti negativi si moltiplicano.
Nel mirino c’è la società: «Ogni giorno dite sempre le stesse cose… basta! Piuttosto state zitti» scrive un tifoso su TuttoReggiana, in risposta alle dichiarazioni post partita dei giocatori. «Sono scarsi. Che devono dire?» gli risponde un altro. «La nostra fede non deve essere calpestata, e le parole del mister lo hanno fatto. Chieda scusa, poi ne riparleremo», scrive invece Andrea su Face Regia 1919 riferendosi all’invito di Antonioli ad aspettare il triplice fischio prima di fischiare la squadra.
Ancora più eloquente il messaggio lanciato dai gestori della stessa pagina: «Ci attendevamo una reazione di orgoglio ma non c’è stata… Se foste nei nostri panni cosa fareste? Avreste ancora tutta quella voglia di andare allo stadio? Meno chiacchiere, meno conferenze stampa, meno telefonate e più risultati».
È chiaro in quest’ultimo passaggio il riferimento all’intervento telefonico del presidente Quintavalli durante la trasmissione “Appuntamento Sport” di Teletricolore, il quale ha sottolineato il clima di grande pressione al quale sono sottoposti i calciatori granata provocando ulteriormente l’irritazione dei tifosi . Chi si discosta dal clima di sfiducia che circonda la squadra è Ernesto Melauri, supporter 71enne che nei giorni scorsi è comparso all’allenamento dei granata con un cartello: «Avete sempre dato il massimo, grazie». recitava il cartello del “Melo”. —
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