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Sandro Capiluppi da mediano a “Richelieu” della Bagnolese

luca cavazzoni

L’ex centrocampista oggi è il braccio destro del presidente Conti ed è stato tra gli artefici dell’intesa con la Virtus 

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L’INTERVISTA

luca cavazzoni

Tredici stagioni consecutive da giocatore, in seguito il ritorno da dirigente ed ora l'attuale ruolo da vice presidente. Sandro Capiluppi è un “pezzo” della Bagnolese, prima ne ha onorato la maglia sul campo mentre ora è una figura fondamentale nella stanza dei bottoni. E la tradizione di famiglia continua con il figlio Riccardo che è tra i migliori giovani dell'Eccellenza ed il nipote Raffaele che milita nella Juniores dei rossoblù.

«Ho giocato nella Bagnolese per tredici anni - racconta Sandro Capiluppi - tutti di fila dal 1982 al 1994. All'epoca si giocava diversamente, ero il classico numero quattro che veniva messo sul dieci avversario. In pratica, dovevo marcare il più forte degli avversari. Poi a trent'anni sono andato via, al Rolo».

C'è una stagione in rossoblù che ricorda con più affetto di altre?

«Sicuramente quella del 1989-90, quando vincemmo l'allora Promozione. L'allenatore era Massimo Varini, si trattava del primo campionato importante vinto dalla Bagnolese. Un salto di categoria rimasto nella storia, che spalancò le porte dell'Interregionale. Un successo costruito nel tempo dopo un terzo ed un secondo posto, crescendo sia come squadra che come società. Il primo anno in Interregionale ci siamo poi salvati con il famoso spareggio del Braglia di Modena contro il Reggiolo, mentre la stagione dopo siamo arrivati a metà classifica. La terza annata siamo retrocessi, tra l'altro per un solo punto».

Una volta chiusa la carriera, si stacca anche dal calcio.

«Nel frattempo avevo messo su famiglia, con due figli ed un lavoro sempre più impegnativo. A quel punto mancava il tempo a disposizione, ma il sabato oppure alla domenica andavo a vedere mio figlio Riccardo giocare nelle giovanili della Reggiana».

Circa quattro anni fa la convincono a tornare alla Bagnolese, questa volta come dirigente. Dalla scorsa estate è vice presidente insieme ad Alcide Bonacini, nella nuova gestione che ha come vertice Giuseppe Conti.

«E' una nomina più che altro formale, non ho mai pensato di contare di più oppure di meno. In società c'è un ventaglio di personaggi con passione ed esperienza, io cerco solo di aiutare, dare consigli...».

E' stato anche tra le figure chiave dello storico accordo con la Virtus Bagnolo...

“Abbiamo cercato di incastrare un po' tutte le cose, dato che da ambo le parti c'erano inizialmente degli atteggiamenti più o meno rigidi. C'era da trovare un punto d'incontro, ho cercato conoscenze dirette che potessero darci una mano. Sono una figura più gradita di altre in certi tavoli, fondamentale è stata la mediazione. Strada facendo abbiamo aggiustato la situazione, smussando degli spigoli che ad un certo punto sembravano insormontabili. Ho messo la mia esperienza, abbiamo dimostrato che tra persone intelligenti si può risolvere tutto attraverso il dialogo. Ora con i nostri amici della Virtus Bagnolo va tutto bene, siamo contenti per quello che stanno facendo nel loro campionato di Terza Categoria».

Come si rapporta col figlio Riccardo che milita in prima squadra?

«È un giocatore come un altro, anche se metto sempre la sua prestazione sotto una particolare lente d'ingrandimento. Mi capita sia nel bene che nel male, mi viene naturale ricordarmi tutto quello che fa sul campo rispetto magari ad altri suoi compagni. Sotto questo aspetto sono molto severo nei suoi confronti. Ma non lo controllo, quando entro nello spogliatoio cerco di mantenere sempre una presenza discreta».

Sotto l'aspetto sportivo è fin qui una stagione molto positiva.

«I risultati sono dalla nostra parte, si è creato un bel gruppo. La squadra è forte, lo staff tecnico ha grandi meriti per come la mette in campo. Continuiamo sempre a giocare per vincere poi tireremo le somme». —



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