In C dalla porta di servizio? Un'Odissea costosissima
Nei giorni scorsi la Lega nazionale Dilettanti ha reso note le nuove normative per i ripescaggi in serie C. E i costi non sono che uno dei problemi di questo percorso a ostacoli
REGGIO EMILIA. Sgombriamo il campo da facili illusioni. Contrariamente a quanto si sente in giro, per la Reggiana non sarà facile rientrare in serie C dalla porta di servizio. Tutt’altro. La via del ripescaggio è ardua. E non tanto per via del marchio o della denominazione ancora in mano alla curatera fallimentare.
La lega nazionale dilettanti ha pubblicato il regolamento di playoff e playout. Che ricalca sostanzialmente quello in vigore la scorsa stagione. In ciascuno dei 9 gironi approdano ai play-off le squadre classificate dal 2 al 5 posto, che si affronteranno in semifinale in gara secca (2 contro 5 e 3 contro 4) sul campo della meglio piazzata.
In caso di parità tempi supplementari e, persistendo il nulla di fatto, passa la meglio piazzata al termine della stagione regolamentare. Modalità identiche per la finale: partita secca sul campo della miglior piazzata, eventuali supplementari, niente rigori e vittoria a chi ha chiuso davanti il campionato.
Le nove vincitrici verranno inserite in una speciale graduatoria stilata secondo i seguenti criteri: quoziente punti al termine del campionato ( totale diviso le partite giocate, visto che ci sono gironi da 18 e 20 squadre), in caso di parità numerica miglior posizione al termine del campionato, quindi , persistendo la parità, miglior posizionamento nella coppa disciplina.
Previsti, inoltre, i seguenti bonus: 0, 50 alla vincitrice coppa Italia serie D, 0,25 alla perdente finale coppa Italia, 0,10 alla prima classificata nel concorso giovani D valore e 0,05 alla seconda. Va da sè che per la Reggiana fondamentale sarà totalizzare il maggior numero di punti e cercare di scavalcare almeno il Modena per avere il vantaggio del fattore campo nella finale playoff.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:sport:1.30023580:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.30023580:1649799746/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
E comunque, a prescindere dal numero di squadre che per vari motivi non dovessero iscriversi alla prossima C ed a quante eventualmente siano disponibili a sborsare circa 300 mila euro a fondo perduto, la formula prevista un anno fa riserva solo la terza scelta alle formazioni di serie D.
Prima vengono le seconde squadre di serie A , ammesso e non concesso che se ne trovino, se è vero alla Juve il campionato è costato circa 7 milioni e c’è la necessità di reperire un campo omologato per la serie C, e le perdenti i playout di serie C. Si formano le 3 fasce(seconda squadra, perdenti play-out e serie D) e si pesca di seguito, quindi eventualmente alla prima classificata play-off serie d spetta il terzo ripescaggio, alla seconda il sesto e così via).
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:sport:1.30023579:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.30023579:1649799746/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Resta sempre l’incognita che si opti per eventuali ripescaggi, visto che il format stabilito per la C parla di un minimo di 40 squadre, ma non stabilisce l’obbligo delle 60 attuali, Per i playout, accedono le squadre classificate dal 13 al 16 posto, con partita secca in casa della meglio piazzata e retrocessione per la perdente. Direttamente in eccellenza le ultime due.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
