Grissin Bon in crisi nera, parla Mussini: «Non siamo riusciti a reagire e così Cantù ci ha puniti»
L'esterno reggiano analizza la pesante sconfitta rimediata contro i brianzoli «Ci è mancata l’aggressività che hanno invece sfoderato i nostri avversari»
REGGIO EMILIA. «Ci è mancata intensità, non siamo riusciti ad essere intensi e aggressivi come loro. Ci sono problemi nostri ma ci sono anche i meriti di Cantù, è una squadra atletica che ha saputo metterci in difficoltà».
È sempre pacato e lucido nelle analisi, l’esterno biancorosso Federico Mussini.
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La guardia reggiana ha chiuso la sfida contro l’Acqua San Bernardo Cantù, ennesimo tonfo della Grissin Bon, come secondo realizzatore di squadra alle spalle di Rivers con 14 punti e la consueta mano morbida dall’arco. Un discreto apporto personale in una sera davvero nera, che lascia ancora i biancorossi all’ultimo posto della classifica, oltre che alle prese con una nuova probabile rivoluzione, la terza di un anno dannato.
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Ora il gruppo avrà due giorni di riposo, poi riprenderà a lavorare con coach Stefano Pillastrini approfittando della lunga pausa per la Coppa Italia e per le qualificazioni ai Mondiali.
Di cose da sistemare ce ne sono tante, senza dubbio.
Mussini, non arrivate alla pausa nel migliore dei modi. Non è cambiato nulla?
«Che sia un periodo difficile per noi è innegabile, dal punto di vista atletico e prima di tutto mentale. Non siamo mai riusciti a reagire davvero e a dare qualcosa in più».
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Come mai? Le motivazioni non potevano mancare...
«Abbiamo avuto dei buoni momenti che Cantù però ha sempre saputo spegnere punendoci quando stavamo ingranando, ed alla fine abbiamo pagato il conto».
Ma di cosa parliamo? Di scarsa determinazione?
«In parte ci sono le nostre difficoltà, penso che in squadra siamo tutti consapevoli del momento negativo e nessuno si nasconde, tutti sono pronti a prendersi le proprie responsabilità. Poi vanno anche riconosciuti i meriti altrui».
Cantù non era una rivale facile, intende?
«Cantù è una squadra forte, con qualità e soprattutto molto atletica e molto fisica. Ogni volta che abbiamo creato qualcosa di buono loro ci hanno spento con un rimbalzo, una giocata di atletismo o azioni del genere. E così non siamo mai riusciti a trovare davvero ritmo. Ci hanno sempre punito».
Forse voi non vi siete aiutati?
«L’ho detto, le difficoltà ci sono, da ogni punto di vista, qualcosa di buono l’abbiamo fatto ma non è stato sufficiente».
Adesso arriva una lunga pausa. È un bene o un male?
«In questo periodo dobbiamo pensare a coinvolgere tutti nel nostro gioco e a dare sempre il massimo, saranno solo battaglie da qui alla fine. La sosta può esserci utile, avremo tempo per lavorare e trovare coesione, noi dobbiamo pensare a farci trovare pronti d’ora in poi in ogni occasione». —
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