Casalgrandese shock via Ingari, ecco Pavesi
L’esonero deciso dalla dirigenza dopo gli ultimi risultati «Scelta sofferta ma per salvarci serviva una scossa»
Davide Pavesi è il nuovo allenatore della Casalgrandese: il trainer carpigiano prende il posto di Beppe Ingari, esonerato ieri mattina.
SCELTA SOFFERTA
«Decisione sofferta, ma pure queste scelte fanno parte del calcio - osserva il direttore sportivo biancoblù Massimo Anceschi - Adesso, abbiamo il compito di percorrere ogni strada possibile per rimanere in Promozione. A Beppe va comunque un grande grazie, unito al migliore "in bocca al lupo": prima da giocatore e poi in qualità di tecnico, lui ha sempre messo a nostra disposizione competenza, serietà e impegno. Un ringraziamento supplementare va poi ad Antonio Galli, che finora ha rivestito il ruolo di viceallenatore». Il direttore sportivo si sofferma quindi sulle ragioni che hanno portato a individuare il successore dell'ex granata: «Ci siamo orientati su un uomo d'esperienza. Pavesi ha le caratteristiche necessarie per condurre la squadra a fare quel piccolo salto di qualità in più, che appare inevitabile in chiave salvezza».
PARLA IL NUOVO MISTER
Ganaceto, United Carpi, Virtus Cibeno e Cavezzo sono tra le squadre che il nuovo mister ha diretto in passato: dal 2015 al 2017 ha inoltre guidato la Riese, sempre in Promozione.
«Innanzitutto, Ingari lascia un'eredità di spessore - puntualizza Davide Pavesi - Questa Casalgrandese così ricca di giovani ha vivacità, qualità tecniche e una ferma volontà di lottare su ogni pallone: si tratta di pregi che cercherò di valorizzare ulteriormente, lavorando sull'autostima ma non solo. Serve anche un tocco di maggiore concretezza in fase offensiva, da ottenere cercando di costruire un maggior numero di verticalizzazioni».
La formazione di Villalunga è terzultima nel girone B, con 20 punti raccolti in 23 gare: domenica sul campo della Falkgalileo mancheranno gli infortunati Occhi e Abdul Issah, oltre allo squalificato Dhiaa.
«Niente e nessuno deve spaventarci - rimarca Pavesi - Davanti a noi ci sono 11 finali, e quindi un'avversaria vale l'altra: bisogna solo lavorare il più possibile, per centare una salvezza ampiamente alla portata». —
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