Belfasti alla Reggiana: «Primo posto ancora possibile»
Il terzino sinistro invita la squadra a non mollare «anche se è difficile»
Due anni nel settore giovanile della Juventus, poi tanti anni nel calcio professionistico prima di decidere in estate di abbracciare il progetto di rinascita della Reggio Audace. Nazzareno Belfasti, reggiano doc ha colto al volo l’opportunità di vestire la maglia granata: «Non ci ho pensato nemmeno un secondo quando si è presentata l’opportunità di giocare a Reggio – ha affermato il difensore – e rifarei questa scelta mille volte. C’erano già state delle chiacchiere nel 2009, ma non si era concretizzato nulla».
Il pareggio di Lentigione ha lasciato tanta amarezza.
«Eravamo andati a Lentigione per vincere è inutile nasconderlo, ma per come si era messa la partita ci teniamo stretto il pareggio. Ora dobbiamo solo pensare una partita alla volta facendo più punti possibile, con la speranza che le due formazioni di testa rallentino».
Come troverete gli stimoli per arrivare fino al termine della stagione?
«Mancano 11 partite prima della fine del campionato e dobbiamo solo provare a vincerle tutte. Sembra una frase fatta, ma è l’unica cosa che possiamo fare».
La sconfitta contro la Pergolettese è stata lo spartiacque della stagione?
«Quel ko ci ha molto demoralizzato perché avevamo preparato la sfida molto bene e ora stiamo vivendo un momento delicato. L’unica soluzione per venirne fuori però è continuare a lavorare duramente in settimana».
Nelle ultime settimane il mister è finito sul banco degli imputati.
«Noi siamo davvero un bel gruppo, siamo sempre stati dalla parte del nostro allenatore e lo saremo fino alla fine della stagione».
Il pensiero della squadra ormai è rivolto ai playoff?
«Finché la matematica non ci condanna proveremo a conquistare il primo posto, anche se sarà molto difficile ed è necessario che le prime due perdano dei punti. Dobbiamo conquistare il miglior piazzamento possibile per provare a vincere i playoff e sperare nel ripescaggio».
All’andata con il Pavia arrivò una brutta sconfitta.
«In quella partita ci girò tutto storto. Loro sono una squadra rognosa, però concedono qualcosa in difesa e stiamo lavorando per sfruttare al meglio i loro punti deboli».
Giocare al Città del Tricolore dopo i tanti mugugni dei tifosi vi pesa?
«In uno stadio come il nostro per noi è sempre un vantaggio giocare, perché emergono le nostre qualità. Su alcuni campi di campagna invece è più difficile giocare. Capisco il malumore dei tifosi e dobbiamo uscire da questa situazione al più presto».
Che ricordi ha dei due anni alla Juventus?
«È un altro mondo in tutto e per tutto. Ho vissuto due anni incredibili perché ho avuto spesso anche la possibilità di allenarmi con Del Piero e gli altri campioni della prima squadra. Ho imparato la cultura del lavoro settimanale, lì tutti i giocatori stanno zitti e si allenano duramente con la vittoria come unico obiettivo da raggiungere. In quei due anni sono stato allenato da Bucaro (oggi all’Avellino in serie D) e da Baroni (oggi al Frosinone in serie A), mentre in prima squadra c’erano prima Del Neri e poi Conte». —
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