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Riecco il gladiatore Rimpelli «A Rovigo sarà durissima»

R.SP.
Riecco il gladiatore Rimpelli «A Rovigo sarà durissima»

Il terza linea del Valorugby è tornato in forma e guarda alla prossima sfida Sulla gara giocata a Parma: «Sono reggiano, certi campanilismi sono superati»

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REGGIO EMILIA. Domenica scorsa contro il Valsugana sembrava voler placcare anche l’aria. Il placcaggio, d’altronde, è la specialità della casa per Davide Rimpelli, 25 anni, terza linea del Valorugby nato e cresciuto a poche decine di metri dai campi della Canalina.

Nelle ultime partite, Rimpelli sta ritrovando confidenza con la maglia da titolare confermandosi come un “gladiatore” in quella zona di campo che rappresenta il cuore nevralgico del gioco del rugby.

«Sono contento di aver ritrovato continuità. Per un fisico come il mio (1,90 x 96 kg, ndr) è importante giocare, e io in questo periodo mi sento molto in forma. Ma credo che tutta la squadra lo sia, e i risultati sul campo si vedono».

Diavoli primi in classifica, a pari punti con Calvisano e Rovigo. E domenica si va al “Battaglini”.

«A Rovigo sarà una partita molto dura. Un po’ perché loro sono partiti con l’obiettivo di vincere lo scudetto e sono una squadra solida ed esperta, un po’ perché stanno attraversando un ottimo periodo di forma. È uno scontro diretto al vertice, iniziano ad arrivare le partite decisive per delineare la griglia in vista dei play off. Noi comunque andiamo là come sempre per fare punti».

Anche perché c’è da cancellare la beffa dell’andata, quando al Mirabello il Rovigo si impose all’ultimo minuto con un calcio piazzato di Mantelli.

«Quella sconfitta brucia ancora. Al di là del loro calcio, meritavamo di vincerla noi. Ma dobbiamo essere onesti e fare autocritica perché se abbiamo perso è colpa anche e soprattutto dei tanti errori che abbiamo fatto nel finale di quel match».

Domenica scorsa avete lasciato il Mirabello per andare al Lanfranchi di Parma. Come siete stati accolti?

«Benissimo. Devo dire che siamo fortunati a vivere in un territorio che conta numerosi impianti, tutti all’altezza. Se, come è successo settimana scorsa, un impianto ha problemi di praticabilità (Mirabello, ndr), basta fare pochi chilometri e come si è visto il pubblico ci segue ugualmente. Lo dico da reggiano, certi campanilismi è ora di lasciarceli alle spalle. A Parma ci alleniamo una volta alla settimana, ho tanti compagni parmigiani e mi trovo benissimo».

Questi sono i giorni del “Sei Nazioni”. L’Italia sta faticando a tenere il passo delle altre squadre: come vede il panorama rugbistico nazionale?

«L’aspetto che mi rattrista di più è il calo di spettatori all’Olimpico. Purtroppo credo sia frutto della mancanza di risultati. In campo, ci sono troppi black out che vanificano gli sprazzi di bel gioco che ogni tanto si palesano anche contro squadre forti».

Nei sogni di Rimpelli c’è un posto per la maglia azzurra?

«Non saprei rispondere. Dico la verità: ora come ora, penso soltanto alla maglia del Valorugby. Gioco a Reggio praticamente da sempre, e quindi il mio focus è cominciare a prendermi delle soddisfazioni indossando questa maglia».

E poi c’è sempre l’obiettivo della laurea.

«Ormai ci siamo, dai. Pochi esami e finirò il percorso universitario. Avendo scelto ingegneria informatica, punto a trovare lavoro senza problemi. Il tirocinio lo farò in una delle aziende del progetto Valorugby. Conciliare sport e studio non è facile, soprattutto in una stagione fitta di impegni come questa. Ma a Reggio, grazie al progetto della società, è un po’ più facile che da altre parti». —

R.SP.

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