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«Serve un’impresa per potersi salvare ma la Grissin Bon 3.0 ci proverà fino alla fine»

Adriano Arati

L’ala Gaspardo non nasconde la delusione per la stagione «Avevo altre aspettative, non so cosa sia andato storto»

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«Siamo tornati alla preparazione, questa è una squadra nuova e ora dobbiamo conoscersi. La stagione? Me lo chiedo anche io cosa non abbia funzionato, di sicuro avevo altre aspettative».

Non nasconde le difficoltà passate Raphael Gaspardo, uno dei giocatori più discussi di questa tormentatissima stagione biancorossa. Dopo un’annata di difficoltà, a partire dall’infortunio alla caviglia che lo ha bloccato per un mese a settembre, l’ala cresciuta in Friuli si prepara alla terza rivoluzione, «e speriamo che questa Reggio 3.0 possa fare un’impresa, non sarà facile ma dobbiamo impegnarci al massimo per trovare la salvezza».

Di solito, chi non fa la Coppa Italia approfitta di questo periodo per staccare. Voi invece rifate la preparazione, in pratica?

«È così, è come se fossimo tornati alla prima fase dell’anno, siamo una squadra molto rinnovata e dobbiamo conoscerci, dobbiamo costruire ora un’intesa per poi essere pronti per il campionato».

Niente riposo?

«Stiamo lavorando tantissimo e con grande durezza, è vero che magari altre squadre in questa fase tirano il fiato ma noi dobbiamo davvero solo pensare a lavorare».

Il primo impatto con il nuovo coach Pillastrini?

«Ha le idee molto chiare, appena arrivato ha parlato con noi giocatori individualmente».

Per dirvi cosa?

«A ognuno ha spiegato chiaramente cosa si aspetta. Ora non si può pensare tanto ai singoli, ma solo alle esigenze della squadra e alla salvezza da raggiungere».

Siete pure in attesa dei rinforzi. Già li conosceva?

«Con Dixon ci siamo incontrati con le Nazionali, mentre Richard è una novità assoluta per me».

D’altronde, col mercato sempre aperto di giocatori ne girano parecchi, no?

«Ormai questo è il basket, è praticamente impossibile che la squadra rimanga la stessa dall’inizio alla fine, almeno un paio di stranieri cambiano sempre. Solo chi fa benissimo non cambia, e non è nemmeno vero: Cremona sta andando bene ma ha comunque inserito un giocatore, per dire».

Per voi invece i problemi ci sono stati dall’inizio. Dopo questi mesi, si è fatto un’idea?

«Difficile dirlo, non riesco bene a capire cosa sia andato storto. Mi è già successo a Cremona, nell’anno in cui siamo retrocessi».

Trova similitudini?

«Quella era una squadra con grandi qualità individuali, avevamo giocatori come Johnson-Odom, ma non è mai girato nulla nel modo giusto. Anche quest’anno tante cose hanno girato storte».

Anche per lei che arrivava dal miglior anno in carriera...

«Le ambizioni e le aspettative erano molto diverse, è vero, nessuno si aspettava di trovarsi in questa situazione. Ora dobbiamo solo cercare di reagire, anche per me è difficile capire bene cosa sia accaduto. Non siamo nemmeno stati fortunati, quando qualcosa poteva girare male lo ha fatto».

Deluso?

«Un giocatore sa che dovrà attraversare dei momenti difficili, e che queste fasi serviranno per crescere, per migliorare col tempo. Le difficoltà vanno affrontate, io ci sto provando, tutto il gruppo lo fa: l’impegno non è mai mancato».

Sono venuti meno i risultati, sinora. Come vede i prossimi mesi?

«Non sarà facile salvarci, la nostra situazione non è facile e neppure il calendario è dei migliori, ma adesso dobbiamo provarci. Speriamo che questa Grissin Bon 3.0 ce la possa fare, stiamo lavorando al massimo perché sia così, ci proveremo sino alla fine». —





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