L’assistente biancorosso Di Paolo con Cerella per i bambini africani
Basket e solidarietà. Questi i due temi chiave del premio che ha ricevuto ieri agli Oscar del Basket l’associazione benefica “Slums Dunk” di cui fa parte anche Giuseppe “Pino” Di Paolo, assistente allenatore della prima squadra di Pallacanestro Reggiana e che tiene in modo particolare a questo progetto. Il nome dell’organizzazione è un gioco di parole tra Slam Dunk (schiacciata) e Slum (baraccopoli).
«L’attività nasce da un’idea dei giocatori Bruno Cerella e Tommaso Marino, che anni fa durante una vacanza in Kenya si sono intrattenuti con i bimbi delle baraccopoli giocando a pallacanestro con loro. Col tempo il progetto ha preso forma, lo staff si è allargato e ci siamo accordati con diverse Onlus fino a far diventare l’associazione stessa una Onlus. Noi cerchiamo di portare avanti i programmi delle Academys che abbiamo creato in Kenya e Zambia. Cerchiamo di educare i ragazzi attraverso un percorso di Life Skills, pensando al basket come momento di sfogo e di formazione. Io mi occupo di corsi per gli allenatori. Le Academys ci stanno grande soddisfazioni, perché oltre venti ragazzi sono stati presi da High Schools che mettono a disposizione la borsa di studio; in particolare, attraverso un evento di NBA Africa, un ragazzo è stato selezionato e si trova già in America».
I finanziamenti, spiega Di Paolo, vengono raccolti in due modi: «Merchandising ( braccialetti, felpe, magliette, gadget) che promuovono il brand, e donazioni, tramite il sito internet e il 5 per mille. Attraverso il sostegno di una banca, siamo poi riusciti a costruire un campetto e spogliatoi all’interno di una baraccopoli».
Sullo stato d’animo: «Quando siamo arrivati lì sette anni fa la Pallacanestro non la conosceva quasi nessuno, per me è sempre una grande esperienza. Ti senti molto utile perché prendi coscienza della povertà che regna in quei luoghi. Dal punto di vista tecnico c’è molto da lavorare, anche se i ragazzi hanno delle capacità coordinative di base incredibili. Percepiamo grande passione». —
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