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Richard: "Aiuterò la Grissin Bon a salvarsi"

di Linda Pigozzi
Il ds reggiano Alessandro Frosini con il nuovo esterno Patrick Richard
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Il ds reggiano Alessandro Frosini con il nuovo esterno Patrick Richard

L'ultimo acquisto della Pallacanestro Reggiana ha le idee chiare

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REGGIO EMILIA. Sa quel che l’aspetta, almeno a detta del ds Alesssandro Frosini che ieri mattina allo stoRE l’ha presentato ufficialmente.
E in effetti Patrick Richard, ennesimo innesto della Grissin Bon nella tormentata stagione in corso, dà l’idea di aver ben chiaro che qui ci sarà da lottare per risollevarsi dal fondo classifica. E salvarsi.
«Sono molto motivato e consapevole che ci aspetta un cammino difficile» spiega l’americano reduce dal campionato australiano giocato con la maglia dei Breakers.
«La scorsa stagione a Badalona abbiamo vinto otto delle ultime dieci gare e ci siamo salvati, quindi so con quale mentalità bisogna affrontare questi mesi. Io farò il possibile per aiutare la squadra a salvarsi», spiega l’esterno 29enne.
A stupirlo, sostiene, è la posizione in graduatoria della Grissin Bon. Quell’ultimo posto, spiega, proprio non le appartiene.
«Appena arrivato ho giocato l’amichevole con Trento e sono sorpreso dalla posizione in classifica della squadra perché c’è tanto talento. Certo...ci sono stati infortuni e situazioni particolari ma al team non mancano le qualità. Con l’innesto di Dixon e con il mio, penso che potremmo migliorare ulteriormente».

Di suo porterà tiro, difesa ma anche - dice - mentalità.
«In campo posso fare molte cose. Posso tirare, posso passare, posso difendere su più posizioni, ma soprattutto cerco di essere un uomo-squadra, aiutare i compagni a fare ciò che serve per vincere, anche portando nello spogliatoio una mentalità positiva».
«Ho scelto la Pallacanestro Reggiana - prosegue - perché è un club di tradizione e storia. Volevo giocare in Italia, ma prima non avevo mai avuto l’opportunità di farlo. Ho affrontato squadre italiane nelle coppe europee. Mi avevano colpito i ritmi alti di gioco e la velocità, oltre alla presenza di tanti atleti. Questo, tutto sommatosi sposa bene con le mie caratteristiche. Non ho mai conosciuto personalmente giocatori della Pallacanestro Reggiana ma so bene chi sono Chris Wright, Julian Wright e James White che in passato hanno giocato qui».

Reggio l’aveva solo “conosciuta” da tifosissimo di Kobe Bryant, il suo modello.
«Quando giocavo al college venivo però paragonato a Richard “Rip” Hamilton che giocava a Detroit, per la capacità di uscire dai blocchi e tirare e per la sua duttilità difensiva, ma il mio principale motivatore è sempre stato mio padre».

«Per noi è ancora un inserimento in squadra in vista del rush finale delle ultime undici partite. È un giocatore che abbiamo legato a noi sino al termine della stagione per aiutare la squadra a raggiungere la salvezza - spiega il ds Alessandro Frosini -. È un giocatore duttile, che può giocare in più ruoli. Sa far canestro e difendere e che ha tante qualità e soprattutto ha qualità umane importanti, perché è un’ottima persona. Mai come in questo momento abbiamo bisogno di persone vere per raggiungere il nostro obiettivo. Sarà un percorso difficile, lo sa anche Patrick ma lui è motivato a raggiungere l’obiettivo».

 

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