In 2200 al Bigi per gli Harlem Globetrotters
Giovedì sera pubblico entusiasta per i frombolieri americani che hanno fatto tappa a Reggio
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REGGIO EMILIA. Reggio si conferma città che vive di pane e pallacanestro.
Sono stati oltre 2200 gli spettatori che giovedì sera hanno popolato il pala Bigi per lo show degli Harlem Globetrotters che facevano ritorno in città dopo quasi sette anni.
Una festa del basket e per il basket, vissuta con particolare partecipazione soprattutto da diversi bambini, senza fiato davanti alle giocate dei frombolieri americani.
Lo show inizia alle 20.15 con l’ingresso in campo della mascotte “Globie” a salutare il pubblico reggiano ed introdurre i giocatori in campo.
Otto gli atleti dei Washington Generals, in maglia verde e sparring partner del match, dieci quelli dei Globetrotters a stelle e strisce in cui gioca anche un’atleta donna.
Il riscaldamento pre-partita è tutto a base di balli e magie, mentre lo speaker annuncia che il suono della sirena bisognerà battere le mani a tempo ed incitare gli atleti inc ampo.
La palla a due è simbolicamente vinta dagli avversari, poi la partita scorre tra tanta musica, tiri da 4, invasioni dalla panchina, giochi con gli spettatori e voli verso il canestro.
Certe giocate supportate da un gran atletismo farebbero comodo anche alla Grissin Bon di Stefano Pillastrini per centrare l’obiettivo salvezza (come qualcuno azzarda sugli spalti), mentre all’intervallo diversi bimbi chiedono con insistenza ai genitori di dirigersi in zona bar e merchandising.
Via al terzo quarto, e gli Harlem pensano bene di inaugurarlo gettando bicchieri d’acqua addosso al parterre, pieno di famiglie.
Poi di colpo il buio.
Oltre dieci minuti di gioco fermo per via di un black out che colpisce il centro storico e che interrompe clamorosamente lo show.
Ma d’altronde, quale serata migliore per le sorprese e i colpi di scena?
L’attesa è lunga, ma i giovani sostenitori colgono l’occasione per recarsi dietro le panchine e scattare qualche selfie.
Si riprende a giocare solo con le luci d’emergenza e a tabellone spento, ma il punteggio è l’ultima cosa che interessa.
Vince il basket, vince lo sport.
«Mi è piaciuto molto lo spettacolo, in particolare le schiacciate e i giochi con la palla. Spero di tornarci in futuro», afferma Davide, 13 anni.
«E’ stata una grande serata, mi sono divertita moltissimo», conferma Aisha, 7 anni, mentre il pubblico comincia a defluire dal palasport cittadino.
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