La Grissin Bon sta provando a cambiare pelle Ma resta poco tempo per evitare il baratro
La squadra biancorossa è un cantiere aperto: bene i nuovi innesti, però manca un centro atletico nel pitturato
Meno dieci al gong. Dieci giri di lancette che dividono la Grissin Bon dal baratro. Ma anche dieci chance da sfruttare per risollevare la china e interrompere la corsa di un treno che ha deragliato.
Domenica è giunto l’inesorabile sesto ko consecutivo ed alle porte c’è la sfida contro la corazzata Olimpia Milano.
Un terzo di stagione dunque a disposizione della terza squadra di un’annata che sta diventando maledetta per acciuffare una tanto sofferta quanto preziosa salvezza, anche se il pertugio in cui infilarsi si fa sempre più stretto.
METAMORFOSI
A Masnago ha debuttato una squadra nuova che, con l’ennesima metamorfosi, le sta provando tutte per cancellare i peccati originari del mercato estivo ed i tanti errori commessi in corso d’opera, ma che per ora continua a rimanere solo con un pugno di mosche in mano.
L’assetto tecnico-tattico è profondamente mutato nei suoi cardini durante la pausa di febbraio e a Varese qualche spiraglio di luce si è intravisto, ma non è bastato per fare un blitz che avrebbe dato un po’ di pepe ad una classifica sempre più pericolante.
NUOVI TASSELLI
Due per uno. Fuori la stella Rivers, che però a Reggio non si è mai accesa. Dentro due tasselli dal pedigree meno nobile ma che negli intenti dovrebbero colmare i gap vacanti in due spot nevralgici dove servono profili di spessore per costruire un’ossatura di squadra organica.
Al timone l’innesto del play con doti di leadership, pericolosità dall’arco e capacità di tessere trame offensive. Dixon sembra averne i connotati giusti e a tratti ha regalato verve e buoni fraseggi a un team che dall’inizio del torneo fatica a creare soluzioni efficaci per mettere in ritmo le varie pedine dello scacchiere.
Inserire in corsa la testa pensante è compito arduo e necessita di fisiologici adattamenti, ma il tempo è purtroppo tiranno e diventa un obbligo accelerare il processo perché non sia troppo tardi. Non si può prescindere da lui e a Varese si è spenta la luce proprio nel momento in cui la combo ha ceduto le redini della regia e in un amen si è scavato il severo break che ha chiuso la contesa.
In ala piccola, l’arrivo di Richard ha completato il pacchetto di esterni con una figura poliedrica che garantisca oltre a punti anche atletismo, dinamicità e difesa. Le non perfette condizioni fisiche con cui ha dovuto convivere nella prima settimana reggiana non hanno di certo agevolato il suo inserimento, ma il bottino di 6 rimbalzi e 4 assist sullo scout di fine gara sono un buon indizio per il futuro. Il suo debutto sul parquet è stato di impatto stringendo le maglie in difesa e portando equilibrio a una squadra in difficoltà che nei primi minuti stava imbarcando acqua. Nella seconda frazione si è smarrito ma integrandolo al meglio può essere l’incastro giusto che mancava.
CALENDARIO COMPLICATO
La Grissin Bon oggi è un cantiere aperto. Le settimane corrono però veloci e la primavera è oramai alle porte. Il calendario è complicato e da qui alla fine non ci saranno match in cui sarà semplice muovere la classifica. Il puzzle deve essere di nuovo assemblato e amalgamato ma per completare il cerchio è sempre più evidente la mancanza di una centro atletico nel pitturato. L’endemica carenza a rimbalzo, che porta alla sistematica concessione di secondi tiri, e la debolezza strutturale nel ruolo rischiano di vanificare gli sforzi fatti. Serve un totem nel mezzo a controllare i tabelloni e ad intasare un’area troppo spesso terra di conquista degli avversari. Anche domenica Cain ha banchettato sotto le plance (19 punti + 15 rimbalzi, di cui 10 offensivi, il suo fatturato) mentre la nostra coppia di pivot ha prodotto solo briciole (6+6). Troppo poco per garantire solidità e contropiede ad una squadra che deve trovare una sua identità proprio partendo dalla retroguardia. In un turno sfavorevole alla vigilia la nota lieta di giornata è arrivata dagli altri campi dove le dirette rivali hanno continuato a cedere il passo. Marzo sarà un mese terribile ma bisogna invertire al più presto la rotta perché il tempo scorre e il domani non può aspettare. —
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