Tutti in palestra a saltare «Così avrebbe voluto il Papo»
Per ricordare Gian Paolo Bolondi si sono ritrovati in via Mazzacurati gli allievi e gli amici del campione morto giovedì scorso in un incidente
REGGIO EMILIA. L’idea è venuta a Matteo Bini, amico fraterno e compagno di tante gare e tanti allenamenti del Papo, Gian Paolo Bolondi, il quarantanovenne campione di salto con l’asta, morto la settimana scorsa in un incidente stradale. «Non ci piaceva chiuderla così, con un funerale - dice Bini, ancora scosso per la perdita - e io che lo conoscevo da quarant’anni so che avrebbe voluto che facessimo festa». Così, in poche ore, Bini e gli altri amici si sono messi a radunare alla palestra di via Mazzacurati tutti i saltatori con l’asta che, nella sua carriera di atleta, Bolondi aveva incontrato: in primis i suoi allievi dell’Atletica Impresa Po, i ragazzi che lui allenava da anni. Poi, in palestra - tutti rigorosamente armati d’asta - sono arrivati anche atleti da tutta Italia: Ascoli, Padova, un ragazzo di Roma. Già perché il Papo era un atleta vero che quindici anni fa - ricorda Bini - era rimasto vittima di un altro grave incidente stradale: «A cinquanta metri da dove si è schiantato giovedì sera - ricorda ancora incredulo Bini - e anche quella volta fu un incidente grave. Ma lui ne uscì rafforzato, al punto che, una volta ripresosi vinse il titolo europeo master. Fui io a convincerlo a diventare allenatore, perché potesse trasmettere non solo la sua tecnica, ma anche il suo entusiasmo per lo sport. E lui ci riusciva veramente. Adesso mi manca da morire e la reunion che abbiamo fatto nel suo nome mi ha confermato una volta di più che persona splendida fosse il Papo. Abbiamo fatto festa come lui avrebbe voluto, saltando e portando in alto le aste come guerrieri sorridenti che combattono solo per rafforzare lo spirito del gruppo e che non conoscono sfida che non sia con il sorriso». —
M.S.
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