L’arma di Antonioli per fare gruppo è il vice Piccoli: «Con i giocatori rapporto d’amicizia»
Il tecnico della Reggio Audace e il suo collaboratore vivono insieme in città: «Parliamo di pallone già alle 7 di mattina»
REGGIO EMILIA.Otto giornate al termine della stagione, questo è il lasso di tempo che la Reggio Audace ha ancora davanti a sé per provare a conquistare il primo posto, attualmente occupato dalla Pergolettese. Un’impresa durissima, che il tecnico Mauro Antonioli vuole però provare ad inseguire.
calcio a colazione
Ieri il tecnico ha tracciato un bilancio della stagione e parlato del rush finale che attende il suo gruppo. Insieme a lui ha preso la parola, per la prima volta, anche il vice Ivan Piccoli. Durante la settimana i due vivono insieme in città con il preparatore Davide Cosmi. «Fin dalle sette del mattino siamo svegli a parlare di calcio - hanno detto i due ridendo- svegliando anche il preparatore Cosmi. La nostra è una convivenza piacevole. Ormai dopo cinque anni siamo quasi come fratelli e insieme ci siamo tolti tante soddisfazioni».
Piccoli ha poi spiegato come siano suddivisi i ruoli in casa: «Io faccio le lavatrici, il mister il caffè e il preparatore atletico lava i piatti».
RUSH FINALE
Tornando al campionato, Antonioli ha fatto capire che non ha nessuna intenzione di mollare. «Ora c’è la sosta e arriva nel momento più opportuno - ha affermato il tecnico - ci consente di recuperare gli infortunati e dare un attimo di respiro a chi nelle ultime settimane ha fatto gli straordinari. Mancano ancora otto partite più eventualmente due di playoff e per questo gli stimoli non devono mancare la matematica ancora non ci taglia fuori dal primo posto, anche se sappiamo che non sarà facile. Poi abbiamo il derby e i playoff che possono rivelarsi fondamentali per le scelte che farà la società anche in termini di ripescaggio».
Riguardando indietro a quel 14 agosto, dopo le macerie lasciate dai coniugi Piazza quanto fatto finora è un buon risultato. «È la Pergolettese che sta facendo cose importanti - ha proseguito il tecnico - nel girone di ritorno abbiamo fatto gli stessi punti del Modena. Abbiamo perso terreno all’inizio e dopo anche per demeriti nostri non siamo riusciti a tornare a contatto».
RAMMARICO
Il rammarico è per quella serie di partite arrivate dopo il ko in casa della Pergolettese: «Fiorenzuola, Lentigione e Vigor Carpaneto sono dei grandi rimpianti - confessa - con tre vittorie saremmo ora in piena corsa per il primo posto. Anche a Modena non meritavamo di perdere. Nei momenti importanti dobbiamo portare gli episodi dalla nostra parte. Fino ad ora non l’abbiamo fatto e questo è un nostro limite». I giocatori però hanno sempre manifestato grande stima per il proprio tecnico. «Crediamo che il lato umano sia molto importante, perché dalle difficoltà si riesce a venirne fuori solo se il gruppo è sano. Siamo orgogliosi anche della crescita di alcuni giovani».
IL RAPPORTO CON REGGIO
Il tecnico Mauro Antonioli è stato bersagliato da una parte del pubblico: «Il pubblico di Reggio è fantastico ed è un valore aggiunto per la società e la città - sottolinea - mi trovo veramente bene a Reggio, in certi momenti siamo noi i primi a essere intenzioni e domenica purtroppo mi sono girato verso il pubblico». È quindi pronto a restare l’anno prossimo. «Da parte mia non si è rotto niente con la città - ha concluso - però al primo posto metto il bene della Reggiana».
Al fianco di Mauro Antonioli c’è sempre il suo vice Ivan Piccoli, che dopo un’ottima carriera da calciatore sopratutto con la maglia del Cesena, ha conosciuto Mauro Antonioli a Santarcangelo e una volta appesi gli scarpini al chiodo è entrato a far parte del suo staff. «Io credo molto nel gruppo - ha sottolineato mister Piccoli - e da ex calciatore penso di essere bravo a trasmettere questi valori. Credo che sia giusto che i collaboratori a differenza dell’allenatore, abbiano un rapporto diverso con i calciatori, quasi di amicizia in certe occasioni».
carriera da giocatore
Qualche problema fisico di troppo ne ha condizionato la carriera. «Credo che ognuno raccoglie ciò che semina, a parte gli infortuni - ha continuato -Piccoli ci sono dei ricordi piacevoli di quegli anni sopratutto quando ci si trovava a giocare contro squadre come Juve, Torino, Napoli. Ricordo che una volta per una partita di Coppa Italia contro la Juventus ci siamo fermati durante il riscaldamento per ammirare i vari Del Piero, Emerson, Thuram, Canavvaro, Buffon e tutti gli altri che entravano in campo. Erano dei mostri sacri per noi». Il vice allenatore granata è in totale disaccordo con le regole della serie D in materia di under. «I giovani devono porsi degli obiettivi e lavorare per raggiungerli - afferma - perché se no rischiano di trovarsi a 21/22 anni che hanno smesso di giocare. Quando ero io nel settore giovanile, noi ragazzi dovevamo “arare il campo” e prenderci spesso dei rimproveri. Ora manca la meritocrazia, perché se un giovane è bravo le occasioni per giocare le troverebbe comunque.. Gli allenatori non possono fare le formazioni stando sempre attenti a dover inserire obbligatoriamente i quattro under».—
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