«Adesso dalla Grissin Bon voglio un moto d’orgoglio»
Il vicepresidente biancorosso Ivan Paterlini in vista della volata salvezza «Non so dire cosa sia andato storto quest’anno, ma siamo a un punto critico»
Un moto d’orgoglio. È questo ciò che chiede il vicepresidente biancorosso Ivan Paterlini ai giocatori della Grissin Bon nelle importantissime gare che il team dovrà affrontare. E nelle quali si giocherà la salvezza.
«Adesso bisogna sbagliarne poco, la realtà è questa», premette il “Pat”,
«Rispetto al passato sono più distaccato dalla squadra che seguo molto meno anche in allenamento. Al palasport sono sempre presente da tifoso, ma non essendo altrettanto presente dietro le quinte, mi è difficile dire cosa esattamente non abbia funzionato quest’anno», spiega.
Un’idea se la sarà però fatta?
«Una serie di errori unita a una serie di sfortune ci hanno portato a questo punto. Il momento è critico, non nascondiamo che rischiamo la retrocessione in serie A2».
Ora cosa si deve fare?
«Bisogna sperare in un colpo di coda. Sperare che i nostri giocatori abbiano un moto d’orgoglio. Ma siamo arrivati a un punto in cui dobbiamo sperare anche che le nostre avversarie, le dirette concorrenti in questa corsa alla salvezza, vengano colpite dalla sfortuna che come al solito non ci ha risparmiati».
L’orgoglio. Crede che sia questo quello che è mancato alla squadra dall’inizio del campionato?
«Non si può neanche dire. Dall’inizio dell’anno sono cambiati così tanti giocatori, tanti di loro non hanno neppure avuto modo di attaccarsi alla maglia. Poi molti di quelli che erano con noi anche in anni passati, sono incappati in infortuni, quindi...».
In tanti, in città, paragonano l’annata in corso con la stagione 2010-2011 in cui si rischiò la retrocessione in serie B. Non accadde, però, ma da lì si aprì il ciclo migliore dalla Pallacanestro Reggiana.
«Sì, volendole vedere, le somiglianze ci sono. Da allora sono però cambiate tantissime cose che non credo abbia senso fare paragoni. Di certo se si ripetesse ciò che successe dopo quell’anno, ne saremmo tutti felicissimi».
In società c’è fiducia nel gruppo e nel nuovo allenatore Stefano Pillastrini?
«Sì, anche se come ho detto sono un po’ fuori e non lo sto seguendo negli allenamenti».
Giusto sostituire Cagnardi con un tecnico d’esperienza?
«Speravamo che Devis potesse ripetere quello che aveva fatto Max Menetti. Purtroppo così non è stato. Non stava a me decidere su di lui, Sul nuovo allenatore, ripeto, non ho elementi di giudizio».
Nell’ultima gara a Varese, quando la squadra ha tirato i remi in barca, gli Arsan hanno abbandonato la curva in segno di protesta. Vuol dire loro qualcosa?
«Non mi sono mai permesso di giudicare il pubblico e non lo farò neppure stavolta. I tifosi hanno fatto ciò che in coscienza ritenevano più giusto e penso debbano continuare ad agire come ritengono opportuno. Io credo che prima debba essere la squadra a dare soddisfazioni al pubblico. Quando si perde, diventa però estremamente difficile tenere alta la temperatura all’interno del palasport». —
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