Asta per il marchio della Regia: i tifosi fanno un passo indietro
Tramonta l’ipotesi dell’azionariato popolare: «Ce lo ha chiesto la Reggio Audace» Quanto vale il brand? Nel 2005 fu valutato 200mila euro, 650.000 nel 2015
REGGIO EMILIA. «Ci è stato chiesto di fare un passo indietro per il bene della Reggiana e pertanto non parteciperemo all’asta per il marchio». Massimiliano Melloni spiega così la decisione del comitato dei tifosi di non dare seguito all’idea, alla quale si lavorava da mesi, di voler comprare il marchio dal curatore fallimentare.
A chiedere il passo indietro è stata la Reggio Audace, che non vuole che si scateni un’asta che faccia alzare il prezzo e che ha soprattutto bisogno del marchio nel più breve tempo possibile nel caso in estate sia percorribile la possibilità del ripescaggio in C.
Melloni e gli altri tifosi che avevano dato la disponibilità a proseguire in questa avventura hanno pertanto accettato di fare un passo indietro, anche se coltivano ancora la speranza che il popolo granata possa avere una voce all’interno della società. «Nella Ac Reggiana, che speriamo torni presto a chiamarsi così - dice Melloni - sarebbe auspicabile che ci fosse una Fondazione che gestisca il marchio e lo dia in usufrutto gratuito alla società».
Quotazioni
Alla presentazione delle iniziative del centenario la curatrice fallimentare Maria Domenica Costetti ha annunciato che entro la fine di maggio il marchio potrebbe essere messo in vendita. A quale prezzo? Il valore dovrà essere definito da una perizia. Se si guarda ai bilanci degli ultimi anni della Reggiana emergono indicazioni discordanti.
La voce “concessioni, licenze, marchi e diritti simili” ha espresso i seguenti valori: 72.945 euro nel bilancio chiuso al 30 giugno 2011; 58.950 nel 2012 e 39.434 nel 2013.
Nel bilancio 2015 il valore ha assunto tutt’altra consistenza: 618.592 euro. Nei bilanci successivi quella voce è stata di 555.000 euro e nel 2017 504.000.
Come mai il valore del marchio è schizzato così in alto? Nel bilancio 2015 si legge che la Reggiana ha dovuto effettuare vari investimenti, tra cui l’acquisto del marchio per un valore di 650mila euro. Acquisto da chi? Il marchio era di proprietà della Football Properties srl, nata nel novembre 2013 per partecipare all’asta fallimentare per lo stadio. Nel giugno del 2015 la Reggiana ha incorporato la Football Properties e in quella circostanza è avvenuto l’acquisto del marchio. Quello è il valore che Mike Piazza si è trovato quando ha acquisito la Reggiana. Nel bilancio 2017 si legge che l’ammortamento delle immobilizzazioni immateriali di quell’esercizio è pari a 660mila euro, di cui quasi 75 mila come quota di ammortamento del marchio: soldi veri, che dunque uscivano dalle tasche dei soci.
il caso Modena
Il fatto che il marchio del Modena sia stato messo all’asta per un valore di 33mila euro fornisce una possibile indicazione (decisamente più rassicurante) su quello che potrebbe essere il valore del marchio per la curatrice. Una curiosità: nel bilancio 2015 tra le firme in calce compariva, come segretario, anche quella del commercialista Luigi Attilio Mazzocchi. Lo stesso professionista è ora presidente del Comitato dei creditori della Ac Reggiana 1919, che dovrà esprimersi sul piano del curatore fallimentare.
Sempre per quanto riguarda il valore storicamente attribuito a questo asset intangibile, nel 2005 il curatore fallimentare Adolfo Barbieri incassò 200mila euro dalla cessione del marchio. Cifra che qualcuno ritenne addirittura sottostimata. —
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