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Il presidente Lazzaretti: «Finalmente la Correggese che volevo»

mara bianchini
Il presidente Lazzaretti: «Finalmente la Correggese che volevo»

«Il futuro? Voglio fare calcio di alto livello»

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CORREGGIO. La Correggese è ormai in serie D e per festeggiare manca solo la matematica che con 19 punti di vantaggio dalle seconde non tarderà ad arrivare visto che già da domenica sera la formazione biancorossa potrebbe essere promossa. Una promozione cercata e voluta da un presidente, come Claudio Lazzaretti, che come un’araba fenice ha saputo risorgere dalle proprie ceneri.

Reagire dopo una retrocessione arrivata come lo scorso anno all’ultima giornata dopo una stagione nata storta e dopo il via e vai di giocatori e allenatori non era facile ma Lazzaretti c’è riuscito e oggi la sua Correggese è prima in classifica in attesa di festeggiare.

«Non pensavamo di arrivare alla meta a marzo – spiega il presidente biancorosso – né io né il mio staff lo avrebbe mai pensato. Soprattutto non pensavamo di arrivare con un margine così importante. Ad inizio stagione si è cercato di fare un programma di tre anni per tornare ad essere protagonisti e ammetto che i ragazzi sono stati fantastici, tanto di cappello perché si sono dati e si stanno dando un bel daffare per dare continuità, per non perdere e per far vedere un buon calcio».

Peccato non aver festeggiato in casa domenica scorsa.

«Adesso non è la settimana che può fare la differenza anche perché con un vantaggio di 19 punti le seconde faranno fatica a raggiungerci. Però sappiamo che vincere non sarà facile e credo che domenica il Castelvetro lo abbia dimostrato mettendoci in difficoltà. Faccio i complimenti ai modenesi perché hanno messo in campo determinazione, voglia, corsa e tanto agonismo. Sono andati in vantaggio ma se ci avessero dato quello che gli episodi dicevano avremmo anche potuto vincere. Poi sarebbe stata una vittoria immeritata e il pareggio per quello esibito in campo è corretto».

Domenica si è vista una Correggese un po’ sottotono, anche se un poì di rilassamento è normale, visto come è andato fin qui il campionato...

«Abbiamo avuto una settimana difficile con alcuni giocatori che non si sono allenati, altri che si sono allenati a parte, qualcuno che è ancora infortunato e Lessa Locko che è stato operato al ginocchio».

Quest’anno però chi è enrtrato non ha fin qui fatto rimpiangere i titolari...

«Vero. La nostra fortuna è di avere 18-20 titolari in rosa e dunque chi viene chiamato a scendere in campo lo fa senza far rimpiangere chi non c’è. Senza contare poi che anche per il derby contro la Folgore Rubiera avremo qualche altra defezione. Speriamo non si tratti di nulla di grave».

Se dovesse dare un voto da 1 a dieci ai suoi giocatori?

«Dieci e lode. Sono molto soddisfatto soprattutto se si tiene conto che durante la stagione qualcuno si è fatto male, qualcuno ha giocato nonostante i problemi fisici non posso che essere fiero di questi ragazzi».

L’unico neo, in questa stagione da record, forse l’uscita dalla Coppa?

«A me non piace perdere e la Correggese ha cercato di onorare tutto. Peccato esserne usciti ma se devo scegliere preferisco avere 19 punti di vantaggio ed essere fuori dalla competizione per importante e affascinante che sia».

A questo punto si pensa al futuro...

«Adesso ce lo possiamo permettere. Possiamo ragionare su tutta una serie di situazioni, possiamo fare valutazioni e possiamo programmare. Naturalmente il tutto nel limite del possibile perché nel calcio non c’è mai nulla di certo. Per cui ci stiamo guardando attorno per cercare di portare avanti un progetto triennale che abbiamo costruito con Serpini e lo staff».

Vorrebbe arrivare in serie C?

«Vorrei poter continuare a fare calcio ad alto livello a Correggio come è stato fatto negli anni passati. Quella scorsa è stata un’annata dove nulla è andato per il verso giusto per cui non la dimentichiamo perché dagli errori si impara ma guardiamo al futuro e a far tornare il nome della Correggese protagonista. Sappiamo che la strada non sarà semplice da percorrere e che ci saranno da fare alcuni cambiamenti. Non a caso abbiamo cercato, già da questa stagione, di allestire un gruppo, un’ossatura che potesse proseguire il progetto per i prossimi anni. Con i dovuti innesti e con le dovute modifiche si potrà fare un buon lavoro. Ho uno staff giovane, ambizioso e competente - dice Lazzaretti - con il quale è un piacere potermi confrontare per tenere fede ai nostri obiettivi. Poi nel calcio tutto può succedere, ma già avere le basi è un buon punto dal quale partire». —

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