La Grissin Bon cade lottando contro la reginaAX Milano
Senza Aguilar, De Vico e Richard, non arriva il miracolo Tributo del pubblico del pala Bigi al grande ex Della Valle
C’è speranza. C’è una squadra che finalmente si sta trovando. L’applauso del Bigi che accompagna il giro d’onore dei biancorossi va a premiare un team che, nonostante le assenze di Aguilar, Richard e De Vico, resta sul pezzo per 40’ contro il caterpillar AX.
Milano si presenta al Bigi senza un botto di titolari e con la testa evidentemente già al partitone d’Eurolega di dopodomani contro l’Olympiacos. E Milano al Bigi di certo brilla: perde una caterva di palle, tira con percentuali vicine a quelle reggiane e a rimbalzo chiude a quota 42, esattamente come Reggio.
Il colpaccio, però, la Grissin Bon non lo riesce a fare e resta spalmata a fondo classifica.
La vera festa è per il grande ex che “ha fatto la storia di questo club” Amedeo Della Valle, osannato dal “suo” Bigi (no, per l’altro ex Cinciarini c’è la solita scontata pioggia di fischi).
Si parte, con un Della Valle emozionatissimo nel quintetto milanese, e Reggio sin da subito dimostra di reggere l’urto.
Difesa e pure cuore, consentono ai biancorossi di entrare nel 6’ avanti di 2 punti (11-9) con la bomba di Allen. Il gioco da tre della superstar James porta avanti l’AX. Reggio riesce a tenere alta l’intensità e punisce i meneghini in contropiede con facilità, tanto da spingere Pianigiani a fermare il tempo per un minuto. Micov da tre ripristina subito la situazione d’equilibrio.
Pillastrini schiera però dei leoni e al primo gong, Reggio è sorprendentemente avanti (18-17). Gli ospiti si scuotono, ma alla loro progressione all’inizio secondo periodo risponde Mussini dalla carica stellare. Due triple sue, più il contropiede letale di Dixon ed ecco che i biancorossi hanno già raggiunto (25 pari, al 5’) l’AX che continua a perdere troppe palle e dà l’impressione di far anche meno del minimo sindacale (11/32 dal campo sin lì).
La penuria di cambi costringe “Pilla” a giocarsela con il baby Diouf e poi con i due centri Cervi e Ortner. Proprio l’austriaco infila il cesto del -1 (33-34) sulla sirena che manda tutti negli spogliatoi.
Il perentorio 6 a 0 con cui i milanesi di Pianigiani aprono il terzo periodo è giusto un assaggio della loro potenza. Due esaltanti triple di Allen e Dixon annullano però il break ospite: la gara è riaperta.
Gaspardo e Allen si conquistano un esaltante vantaggio (48-47, al 27’). Lì, con il catino di via Guasco finalmente caldo, il fronte offensivo meneghino si compatta, Micov si fa feroce, e in un niente ecco il break del 9 a 0 (48-56 a 1’ alla fine del quarto). Aiutata da un’AX appannata, Reggio ci continua a provare, anche se la mira dei suoi (provati) tiratori fa cilecca. Cervi appoggia il -4 (58-62, al 35’), ma il livello d’energia del team di casa è ormai bassino. Senza strafare, Milano si porta progressivamente sul +11 (60-71). Prima di genuflettersi alla regina, ormai troppo lontana, Reggio produce 7 punti e strappa gli ultimi applausi della serata ad accompagnare la nuova consapevolezza che, da quanto visto ieri, una speranza ora c’è. —
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