Un reggiano doc al Valorugby Messori ora sogna in grande
Gabriele, 21 anni appena compiuti, racconta il suo campionato in rossonero «Accanto a me ho un campione come Amenta: da lui ho tutto da imparare»
REGGIO EMILIA. Nella vittoria del Valorugby a Verona domenica scorsa c’è anche il suo sigillo. Proprio all’indomani del suo ventunesimo compleanno, il terza linea reggiano Gabriele Messori sul campo dei veneti non ha solo ritrovato dopo tanto tempo la maglia di titolare, ma ha anche impreziosito una partita di grande sostanza e qualità con una meta, la seconda da quando gioca nella massima serie rugbistica.
«Sono ovviamente contento di aver giocato dal primo minuto. La meta è stata importante perché ci ha sbloccato dopo un inizio di match un po’ faticoso. E’ una segnatura che condivido però con i miei compagni che con il loro sostegno mi hanno spinto fino oltre la linea. La definirei una meta di squadra, è la mia seconda segnatura da professionista dopo quella dello scorso anno a Roma contro le Fiamme Oro».
Con i cinque punti conquistati a Verona, i Diavoli si sono ulteriormente avvicinati ai play off scudetto.
«La partita è stata più complicata del previsto. Abbiamo chiuso sotto il primo tempo, poi il coach ci ha svegliato nell’intervallo e siamo rientrati in campo più decisi. Il segreto di quest’anno, che a volte può essere un difetto, ma che quasi sempre è un pregio, è proprio la consapevolezza di essere forti. Può capitare un primo tempo come quello di Verona, ma noi abbiamo sempre la certezza che la partita prima o poi riusciamo a raddrizzarla».
Domenica prossima al Mirabello arriva il San Donà. Che partita si aspetta?
«Quello che giocheremo domenica è un match che non dobbiamo assolutamente sottovalutare, ma affrontare con la stessa mentalità vincente di sempre. Giocare bene e vincere: è un input che sentiamo arrivarci dalla società e che noi dobbiamo soltanto mettere in campo. Siamo tutti concentrati a fare bene e vincere ogni domenica».
Al fianco di Messori, in terza linea, quest’anno c’è poi un certo Mirko Amenta...
«Che razza di campione sia lo abbiamo capito a Firenze la prima giornata di campionato, quando ha realizzato quella straordinaria meta che ci ha consentito di vincere. E’ un giocatore carismatico, di grande esperienza, con una dinamicità fuori dal comune: per noi un valore aggiunto imprescindibile».
Figlio d’arte (il padre giocava mediano nel Rugby Reggio ad inizio anni Ottanta), Messori è uno dei reggiani della squadra.
Quanto ha influito la sua famiglia in questa sua carriera?
«Giocare nella squadra della propria città è un grande onore, non tutti hanno questa possibilità. Io cerco di onorare questa maglia nel miglior modo possibile mettendo in campo tutto me stesso in allenamento e in partita. Da piccolo avevo provato altri sport come basket e atletica leggera, poi ho deciso di seguire le orme di mio padre sul campo da rugby. E non poteva fare scelta migliore».
Non di solo rugby però vive Messori, vero?
«Grazie al progetto e alla filosofia del Valorugby, riesco a conciliare sport e studi. Sono iscritto al secondo anno di Scienze e tecnologie alimentari. Il futuro è ancora tutto da scrivere, però mi piacerebbe lavorare nel settore dell’industria alimentare». —
r.s.
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