«Una pausa benedetta e poi inizia la fuga dagli ultimi posti»
Filippo Franceschetti, cresciuto nelle giovanili granata «La Pallanuoto Reggiana può ancora salvarsi»
Una delle colonne portanti del gruppo autoctono della Pallanuoto Reggiana è Filippo Franceschetti, fratello di capitan Federico. Classe 1994, è tornato “a casa” lo scorso anno dopo un lungo peregrinare tra Modena e la Liguria. Cresciuto nelle giovanili della Pallanuoto Reggiana ha poi giocato a Camogli dove ha vinto uno scudetto under 17 , quindi ha giocato al Chiavari in A2 per poi tornare a Reggio Emilia.
«Sono felice perché riesco a coniugare l’impegno sportivo con la facoltà di Odontoiatria e sono legato a tutti i miei compagni; spero di rimanere il più a lungo possibile».
Venendo all’attualità, cosa pensa della partita di sabato scorso contro Metanopoli?
«Loro hanno tanti giocatori di categoria superiore. Dopo i primi due difficili quarti siamo comunque riusciti a metterli in difficoltà e ad esprimere un buon gioco, quindi non è tutto da buttare».
Adesso c’è la sosta, come vi state preparando?
«Ci stiamo allenando duramente per mettere benzina nel motore per il girone di ritorno, poi staccheremo un paio di giorni per eliminare tossine. Penso che giocheremo anche un paio di amichevoli per mantenere il ritmo partita».
Qual è il giudizio sul girone d’andata prima dell’inizio del girone di ritorno a Milano contro la Cus Geas?
«Siamo in una situazione non facile ma nulla è compromesso. Siamo penultimi a pari merito con Cagliari ma la salvezza diretta dista solo due lunghezze. La cosa più importante è non ripetere certe disattenzioni e leggerezze come quelle della partita in casa contro la Mestrina ma giocare sempre con il massimo della concentrazione»
Com’è il rapporto con i compagni e il coach Pezzani?
«Alcuni di loro li conosco da sempre, quindi più che un gruppo ormai siamo una vera famiglia. Penso che la coesione tra di noi e l’unità di intenti saranno l’arma in più che ci permetterà di salvarci. Con il mister ho un rapporto ottimo, è molto preparato tecnicamente e tatticamente. Per me che alleno gli Under 20 è una miniera di consigli».
A proposito, come si trova come prima esperienza da allenatore ?
«Per alcuni ragazzi che mi hanno come compagno in prima squadra e come allenatore in under 20 è un po’ particolare. Siamo in semifinale nella fase regionale e, in caso di vittoria, giocheremmo la finalissima per accedere alla fase nazionale, quindi non posso che essere soddisfatto dei risultati agonistici. In più ora posso dire che si è creato un gruppo davvero molto unito». —
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