Fava, il para rigori della Scandianese «Questione di riflessi e postura»
Scandiano. La Scandianese viaggia a vele sempre più spiegate. Domenica scorsa, con il 2-0 casalingo sul Persiceto, la squadra di Iemmi ha conquistato la sesta vittoria nelle ultime 8 partite: i felsinei hanno usufruito di due rigori, ma l’esperto portiere Luca Fava ha avuto l’abilità e la freddezza necessarie per mantenere inviolata la propria porta. L’estremo rossoblù ha parato il primo penalty calciato da Ginesi: a seguire è stato Leopardi a concludere dagli 11 metri, e Fava lo ha ipnotizzato costringendolo a un tiro che non ha inquadrato lo specchio della rete. «Sono felice, ma in tutta sincerità non credo di essere un eroe - commenta il guardiano rossoblù, con la modestia che lo caratterizza -. I meriti dei successi che stiamo ottenendo vanno suddivisi equamente tra giocatori, staff tecnico e dirigenza».
Le era mai capitato di neutralizzare due rigori nella stessa partita?
«Sì, ma sono passati parecchi anni. Avrei potuto piazzare un’impresa simile anche due settimane fa, quando abbiamo perso in casa con il Polinago: tuttavia, Fraccaro ha calciato davvero alla perfezione in entrambi i casi».
Qual è il segreto per ripetere ciò che lei ha saputo fare contro il Persiceto?
«Credo che non esista una regola d’oro universale, perché le variabili individuali sono tantissime: peraltro, quasi tutte dipendono dalle attitudini fisiche e psicologiche del singolo portiere. Per come la vedo io, un ruolo di primo piano sta nella corretta postura del corpo e nella prontezza di riflessi».
Lei si reputa specializzato nell’abbassare la saracinesca sui tiri dagli 11 metri?
«Le definizioni le lascio agli altri: diciamo che ci sono state stagioni migliori e altre meno esaltanti. Nel 2011/2012 giocavo sempre in Promozione a Poviglio, e ho parato 5 rigori su 6: l’anno successivo, con la stessa maglia e nello stesso campionato, sono invece riuscito a sventarne appena uno su 10. Tutto ciò conferma quel che ho detto prima: in tema di rigori, anche i numeri hanno un valore piuttosto relativo».
Alcuni commentatori sostengono che un penalty sbagliato sia essenzialmente demerito di chi lo esegue: lei che ne pensa?
«Quando una conclusione dagli 11 metri non va a buon fine, spesso è invece il portiere ad avere un ruolo determinante: si tratta di un aspetto che tante volte non viene sottolineato».
Una battuta su questa Scandianese: se doveste raggiungere i play off, lei avrebbe preferenze in merito all’avversaria da affrontare?
«L’Arcetana, magari nella finalissima: sarebbe un derby che susciterebbe grande attenzione, anche ben oltre i confini comunali. Inoltre, la prospettiva di sfidare dei vicini di casa così competitivi sarebbe un’ulteriore incentivo a fare bene. In ogni caso quest’anno la Scandianese festeggia il centenario, e ciascuno di noi riporrà il massimo impegno per celebrare al meglio la ricorrenza». —
N. R.
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