Insulti razzisti del pubblico a un giocatore Lo Sporting Tre Croci: «Netta condanna»
Dopo la gara con la Virtus Bagnolo il giudice sportivo ha disposto il “periodo di prova” di un anno La società di Chiozza prende le distanze: «Fatto grave, quelle parole non ci rappresentano»
Sporting Tre Croci sorvegliato speciale: è il provvedimento che il Giudice Sportivo ha preso nei confronti del club scandianese, attualmente impegnato nella disputa del campionato di Terza Categoria.
I fatti si riferiscono al duello casalingo dello scorso 10 marzo, disputato contro la capolista Virtus Bagnolo: in quell’occasione una parte del pubblico biancoblù ha pronunciato parole offensive all’indirizzo di un giocatore ospite, e nella fattispecie si è trattato di insulti di stampo razzista. Per la cronaca, il confronto è terminato sul punteggio di 1-2 per la formazione della Bassa.
IL VERDETTO
«Al termine dell’incontro - si legge sul dispositivo - un gruppo di sostenitori dello Sporting Tre Croci ha rivolto espressioni offensive per motivi di discriminazione razziale nei confronti di Hiraldo Cagossi, attaccante della Virtus Bagnolo. Al club scandianese vengono quindi comminate le sanzioni previste dall'articolo 18 del Codice di Giustizia Sportiva».
Si tratta di una pena pecuniaria, che tuttavia la società potrebbe anche evitare: infatti l’ammenda non è immediatamente esecutiva, e questo rappresenta un aspetto singolare dell’intera vicenda.
«In applicazione dell'articolo 16 del già citato Codice - prosegue la sentenza - questo Giudice sospende l’esecuzione di tale sanzione, e delibera di sottoporre lo Sporting Tre Croci a un periodo di prova della durata di un anno».
In altre parole, se nei prossimi 12 mesi la società biancoblù non incapperà in simili problemi, la multa arriverà a decadere e il provvedimento perderà di efficacia. Viceversa, se tesserati o sostenitori dello Sporting rivolgeranno nuovamente insulti razzisti, il sodalizio di Chiozza dovrà versare le somme che verranno poi stabilite e comunicate dal Giudice.
LA REAZIONE
La reazione della società è stata diretta e chiara: lo Sporting Tre Croci ha espresso un fermo e inequivocabile rigetto verso qualsiasi forma di discriminazione razziale.
Peraltro, a onor del vero, la realtà biancoblù ha sempre brillato per fair play: inoltre spesso il club si è speso in prima persona per aiutare le Onlus del territorio boiardesco, dando quindi uno spiccato accento sociale al panorama delle proprie attività.
«Abbiamo letto la sentenza che ci riguarda con molta amarezza - spiega il club presieduto da Danilo Maletti, con una nota ufficiale - Al tempo stesso, teniamo a precisare che lo Sporting Tre Croci ha preso immediatamente dei seri provvedimenti. I fatti riportati sono di gravità assoluta, e su questo non c'è ombra di dubbio: subito dopo esserne stati informati, abbiamo chiamato la Virtus Bagnolo per presentare le nostre scuse. Lo Sporting Tre Croci - prosegue il comunicato - condanna fermamente e senza riserve ogni tipo di comportamento violento e razzista. La nostra storia, il nostro credo, le nostre intenzioni testimoniano tutto questo, senza timore di smentita: siamo una società aperta, che crede senza riserve nell’uguaglianza e nei valori che hanno reso grande lo sport. Di certo, arriveremo a fare piena luce su tutto ciò che riguarda questa spiacevole vicenda». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
