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L’Under 17 della Reggio Audace vola in Sudafrica

Andrea Munari
L’Under 17 della Reggio Audace vola in Sudafrica

La squadra partecipa al Future Champions Tournament. Il pass per partecipare a questo evento? La storia di Reggio

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Un’esperienza di vita e non solo calcistica attende la formazione degli Under 17 della Reggio Audace pronti a partire per il Sudafrica in occasione del Future Champions Tournament, che si svolgerà nella provincia del Gauteng dal 25 al 30 marzo.

I ragazzi guidati da Daniele “Billo” Orlandini avranno il compito di rappresentare una città che storicamente è molto legata alle lotte contro l’apartheid. Proprio nella Sala del Tricolore del Comune venne infatti firmato nel 1975 il Patto di solidarietà tra la città e l’African National Congress.

Da allora il legame tra Reggio Emilia e il Sudafrica che si opponeva al regime razzista non ha mai smesso di esistere e proprio grazie a questo legame, la squadra granata per il secondo anno consecutivo parteciperà al torneo dedicato alle giovani promesse.

E in questa particolare occasione la formazione granata avrà come sponsor dedicato la Csf Inox Group, già sponsor del Green Team di ciclismo e molto attenta allo sport giovanile. Andrea Ferrari amministratore delegato dell’azienda è intervenuto ieri in Sala Rossa e ha inviato i ragazzi «ad essere orgogliosi di essere italiani», perché «l’Italia esprime tante eccellenze nel mondo e Reggio Emilia è il simbolo dell’Italia stessa visto che è qui che è nato il Tricolore».

Nella Sala Rossa erano presenti anche l’assessore Serena Foracchia e Mauro Rozzi, presidente della Fondazione dello Spot, ed entrambi hanno voluto sottolineare a tutti i giocatori granata che si apprestano a partire per il Sudafrica l’importanza sia sportiva sia culturale di questa esperienza.

Grande soddisfazione naturalmente anche in seno alla stessa Reggio Audace: «Partecipare a questo torneo è motivo di orgoglio - ha sottolineato Mauro Rondanini che nella società granata rappresenta il Conad, azionista di maggioranza - e permetterà ai giovani di allargare i loro orizzonti culturali. Nei giorni del centenario siamo entusiasti di partecipare a questo torneo che ci permette di rappresentare come noi intendiamo il calcio». Da queste collaborazioni potrebbero nascere poi in futuro delle partnership come avviene già per altri sport come ad esempio il rugby, ma che oggi le norme federali per il calcio ancora non prevedono.

Presente in Sala Rossa anche Titi Nxumalo, console del Sudafrica in Italia che durante le lotte contro l’apartheid ha vissuto il carcere, prima di essere costretta a fuggire dal proprio Paese.La diplomatica ha voluto ricordare ai ragazzi l’importanza del ruolo dello sport: «Considero Reggio Emilia parte della famiglia del Sudafrica - ha affermato il console - e so che vi troverete come a casa. Quando Nelson Mandela divenne presidente lo sport era simbolo di divisione, c’erano gli sport come il rugby che erano per i bianchi e gli sport come il calcio per le persone di colore. Proprio dallo sport si partì per unire il paese, quindi i ragazzi che andranno in Sudafrica avranno modo di far crescere relazioni e amicizie proprio grazie allo sport». —



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