Numeri da tragedia dietro il brutto scivolone nella tana dei Lupi
Per come è maturata, la sconfitta di Avellino rappresenta un passo indietro rispetto al match giocato solo sei giorni prima contro Milano.
Lo dice anche l’esame delle statistiche e delle cifre, che racconta come la Grissin Bon non sia mai stata davvero in partita, se non per pochissimi minuti nel primo quarto.
Lo dicono, ad esempio, i parziali di ogni frazione di gioco: Avellino ha vinto ogni quarto giocato, incrementando quindi costantemente il proprio vantaggio sui biancorossi (dal +7 a fine primo quarto al +32 finale). La cosa che più sconcerta è come i tre principi cardine, enunciati da coach Pillastrini nel corso del lavoro settimanale in palestra, non siano stati tradotti in pratica dai giocatori nel corso del match.
Il coach reggiano aveva chiesto, anzitutto, grande equilibrio, chiedendo a Cervi e compagni di prendere tiri in ritmo e funzionali al gioco. Le cattive percentuali al tiro, e in particolare il tremendo 14% da tre, sono invece il risultato di una serie di cattive scelte: non soltanto mani fredde, dunque, ma spesso un’eccessiva fretta nel prendersi i tiri, o un eccessivo incaponirsi nell’uno contro uno.
Gli assist di squadra, poi, sono soltanto 12 (contro i 21 di Avellino): pochi, a testimonianza di un gioco di squadra che troppo spesso latita. Pillastrini, poi, aveva chiesto ai suoi il predominio dei tabelloni. Quello dei rimbalzi si è confermato come uno dei peggiori talloni d’Achille della formazione reggiana: 44 a 36 il computo totale a favore degli Irpini. Unico giocatore a salvarsi in questo fondamentale è Cervi (13), lasciato troppo solo in un reparto, quello dei lunghi, che patisce tantissimo l’assenza di Aguilar.
Il coach, infine, aveva chiesto la massima concentrazione difensiva sugli uno contro uno. La squadra ha invece faticato parecchio in questa situazione di gioco: i biancorossi che hanno avuto gravi difficoltà a tenere le incursioni a canestro dei “piccoli” avellinesi, concedendo troppi canestri facili e, in più di un’occasione, tiri liberi aggiuntivi.
A fare malissimo alla difesa reggiana sono stati soprattutto Green (17 punti e 10 rimbalzi) e, ancor più, Sykes, autore di una fenomenale prova, fatta di 29 punti ma anche 6 assist. —
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