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«Crediamo con forza nella salvezza mancano otto gare e dobbiamo farcela»

LInda pigozzi
«Crediamo con forza nella salvezza mancano otto gare e dobbiamo farcela»

L’ala De Vico è rientrata domenica ad Avellino dopo aver superato un problema alla schiena  

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l’intervista

LInda pigozzi

È stato spettatore a lungo, nell’ultimo periodo, Niccolò De Vico.

A causa di un trauma alla schiena rimediato nel match a Torino, l’ala della Grissin Bon ha vissuto dall’ “esterno” il cambio in panchina («Sono legato a Cagnardi e mi dispiace per lui. In questi casi però a pagare è sempre l’allenatore. Quel cambio è stato inevitabile») e i capitomboli del team arrivati dopo la pausa.

Superato il guaio alla schiena, il rientro è avvenuto domenica ad Avellino, dove ha giocato 6’. Poco. Ma è comunque un inizio.

«Anche se non mi allenavo, ho visto l’ottimo lavoro che il coach Pillastrini ha fatto con noi, anche se i risultati purtroppo non sono arrivati. Lui è arrivato in una parte di campionato complicata, in cui il calendario è molto difficile, in un momento di salute più che tragico. Non abbiamo ancora fatto un allenamento al completo. Secondo me i risultati non sono arrivati per questi motivi, ma il nostro allenatore sta facendo un ottimo lavoro».

Nel match interno con Milano s’erano visti i frutti di tutto questo lavoro, poi ad Avellino un nuovo crollo ad Avellino. Come se lo spiega?

«Ci siamo confrontati dopo la partita e l’abbiamo fatto anche oggi (ieri, ndr). La prestazione ad Avellino è abbastanza inspiegabile per il lavoro che abbiamo fatto in settimana e per come avevamo giocato la gara precedente con Milano. Non so cosa sia successo. Il primo tempo siamo rimasti in partita, facendo ciò che avevamo preparato. Poi, un po’ per le rotazioni corte, un po’ per colpa nostra, ci siamo disuniti alla loro prima sterzata vera. Abbiamo iniziato a giocare individualmente e la partita è andata in una direzione sola».

Non è la prima volta che vi succede...

«E infatti siamo ultimi...Purtroppo è un nostro problema. Avellino è forse atleticamente più forte di Milano e noi, per come eravamo messi con le rotazioni, contro una squadra così fisica abbiamo fatto doppiamente fatica».

Vi manca un trascinatore?

«Trovare una guida quando cambi squadra quattro volte in un anno, quando non fai mai una partita al completo, non è facile. In questo momento noi non abbiamo neanche bisogno di quella figura individuale che ci tiri fuori dalle brutte situazioni. Noi dobbiamo uscirne insieme. S’è visto ad Avellino. Quando abbiamo iniziato a giocare individualmente, ci siamo persi. In questo momento non ci possiamo permettere di giocare così. L’unico modo per provare a salvare la stagione è giocare d’insieme».

Domenica sarete impegnati nel match salvezza a Pistoia e non potrete fallire.

«Giochiamo contro una nostra diretta avversaria per la salvezza. Non è però una partita da dentro o fuori, ma è decisiva come tutte le altre che ci aspetteranno da qui alla fine del campionato. Sentiamo la carica dei nostri tifosi. Abbiamo visto gli striscioni che sono stati appesi in città. Ci ha fatto un grande effetto ad Avellino quando sono entrati gli Arsan. Erano arrivati in tanti e mi è dispiaciuto non essere riusciti a ricambiarli. Vogliamo farlo a Pistoia».

Ci credete.

«Ci crediamo sì... Per fortuna è ancora lunga. Mancano otto partite e dobbiamo farcela. Assolutamente». —

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