Gazzetta di Reggio

Sport

L’ANALISI 

Dixon, il play arruolato per svoltare si è adeguato all’andazzo del team

Luca Sanibondi

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Fosforo, punti e leadership. Questi gli indizi ricercati nel varare il restyling della Grissin Bon 3.0 con l’intento di tamponare l’endemica falla in cabina di regia che la attanaglia da inizio stagione.

L’identikit aveva trovato un riscontro individuato in Michael Dixon, play 28enne nativo di Kansas City ma munito di passaporto georgiano, che proprio nel vestire la maglia della nazionale e le casacche di Strasburgo e AEK Atene si è costruito un curriculum europeo di buon livello. Al momento il suo inserimento al volante del team di Pillastrini stenta a carburare e il suo impatto, soprattutto in termini di carisma e playmaking, si è rivelato insufficiente.

Il debutto di Varese, in cui aveva tenuto a galla i biancorossi per lunghi tratti prima di essere limitato dai falli, aveva illuso e rappresenta fino a oggi il suo match più convincente. Sono seguite due prove opache, non tanto nei numeri ma piuttosto nella sostanza.

Con Milano si è trovato a dover sfidare in un duello impari un big del calibro di James, uscendone inevitabilmente con le ossa rotte e balbettando a livello realizzativo (3/12 dal campo).

Ad Avellino il bottino messo a referto è stato degno di nota ma ha mostrato un elettrocardiogramma piatto quando si è decisa la contesa, ha sparacchiato a salve dall’arco (0/5 da 3) ed è stato letteralmente asfaltato nella metà campo difensiva dal folletto Sykes.

Alzando lo sguardo ed analizzando più nel complesso le cifre espresse si denotano alcuni indicatori in rosso: zero giri in lunetta, 28% dalla distanza lunga, solo 2 assist per gara, un magro 6 di valutazione media ed un arrendevole plus/minus di -8 ad allacciata di scarpe evidenziano scarsa leadership, una regia non efficace ed una pericolosità offensiva tutta da rivedere.

Ha sicuramente complicato i piani il doversi integrare in una squadra spuntata e senza colonna vertebrale, con l’assenza fissa nello scacchiere di due pedine titolari, la casella perennemente vuota del collante in ala piccola e una batteria di pivot innescabili in maniera limitata. Il meglio del suo repertorio lo ha saputo mostrare solo in quei pochi minuti in cui il puzzle è stato quasi completo.

Le aspettative sono dunque al momento disattese ma, volenti o nolenti, il treno in salita della salvezza per giungere a destinazione dovrà obbligatoriamente transitare per le sue mani. —





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