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«Forza fisica e mentale, Mirco Maestri è fantastico»

Aldro Spadoni
«Forza fisica e mentale, Mirco Maestri è fantastico»

Reverberi, ds della Bardiani-Csf, celebra l’impresa del luzzarese alla Tirreno-Adriatico: «E ora c’è la Milano-Sanremo»

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La vittoria finale della classifica a punti alla Tirreno-Adriatico del luzzarese di Casoni Mirco Maestri, portacolori della Bardiani-Csf, rimarrà negli certamente negli annali del ciclismo italiano, in quanto arrivata in una delle grandi classiche del panorama World Tour dove si sfidano i migliori atleti mondiali.

In queste due gare a tappe infatti tutti i capitani delle squadre cercano la forma e il giusto colpo di pedale per la Milano-Sanremo. Di questa impresa e della squadra cavriaghese formata tutta da giovani italiani ne parliamo con il direttore sportivo Roberto Reverberi.

Reverberi come possiamo definire questo risultato?

«Certamente possiamo parlare di impresa, perché la Tirreno-Adriatico negli ultimi anni ha un livello altissimo, tutte le squadre World Tour cercano la vittoria ed anche centrare la fuga di giornata per i team come il nostro non è cosa facile. Avevamo preparato a tavolino la fuga del primo giorno dopo la cronosquadre di Lido di Camaiore e subito dopo il via Maestri è riuscito ad evadere dal gruppo senza che gli avversari si mettessero sulla sua ruota. Maestri con i suoi quasi settecento chilometri di fuga suddivisi in tutte le quattro tappe non a cronometro, se l’è guadagnata tutta la maglia di leader della classifica a punti, quella maglia che con tanta amarezza aveva dovuto cedere due anni fa nell'ultima tappa al campione mondiale Peter Sagan».

Ci descriva Maestri, che ormai è un punto fermo della squadra?

«La prima cosa che fa piacere è quella che è un ragazzo reggiano in una squadra reggiana, arrivato al professionismo grazie alle sue tante doti anche non prettamente sportive, ma soprattutto umane. Il ciclismo è uno sport di sacrificio e Maestri ne ha fatti tanti sin dalle categorie giovanili, ha un carattere modesto e soprattutto ha l’intelligenza e la serietà di ascoltare sempre il direttore sportivo; un’altra grande qualità è quella che sa interpretare bene la corsa. È un atleta che tutti vorrebbero avere in squadra, coraggioso e serio, ma soprattutto sa quando c'è da andare all'attacco e quando sacrificarsi per il gruppo. Non si va in fuga per oltre 200 km in tre Milano-Sanremo consecutive se non si hanno certe caratteristiche fisiche e mentali, ed in questo Mirco è fantastico, un ciclista di altri tempi».

Sabato c’è la Milano-Sanremo come pensa di interpretare la gara con i suoi atleti?

«Non sono più i tempi nei quali avevamo in squadra atleti come Modolo e Colbrelli che potevano ambire alla vittoria o al podio , è una gara impegnativa dove trovare la fuga che dia visibilità al team ed agli sponsor non è cosa facile; in alcuni anni dopo pochi chilometri la fuga di giornata era già iniziata in altri ci sono voluti anche quasi 80 chilometri ad andatura folle per trovare il gruppetto con il quale affrontare il Passo del Turchino. Noi cercheremo di mettere due dei nostri in quella fuga, Maestri e Rota penso possano essere protagonisti, poi non si sa mai...». —



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