Da Cavriago alla Nazionale la favola di Filippo Rinaldi
Un pizzico di Cavriago, un pizzico di Parma. Ed ecco arrivare la convocazione in Nazionale.
È questo, super riassunto, il curriculum vitae calcistico di Filippo Rinaldi, studente e portiere. Che, nei giorni scorsi, ha risposto alla chiamata del Ct Carmine Nunziata, tecnico della Nazionale Under 17. Stage a Cesenatico per il raduno di preparazione all’Elite Round Under 17.
Per Filippo, classe 2002 e cavriaghese doc, è stata una bellissima sorpresa: «Anche se erano venuti a vedermi nel corso di una partita di campionato e un po’ me l’avevano annunciato».
Filippo Rinaldi ha 16 anni e studia all’Itcgs Bus Pascal di Reggio, «Indirizzo linguistico/marketing» precisa.
E un’avventura calcistica iniziata nel Cavriago e proseguita nel Celtic Boys Pratina, sempre di Cavriago: «E sempre in porta, – dice – come da tradizione di famiglia: nonno e papà erano tutti e due portieri».
Poi, tre anni fa, la svolta, con la chiamata di una squadra professionistica...
«Quando è arrivata la chiamata del Parma e da lì è incominciata una nuova avventura”. Un’avventura in gialloblu che ha portato Filippo, nel 2017, alla conquista dello Scudetto nella categoria Giovanissimi 2002 per i team di Lega Pro. E, qualche giorno fa, alla prima convocazione allo stage di cinque giorni a Cesenatico con la Nazionale Under 17 ».
Filippo, che esperienza è stata?
«Bellissima. Che non mi sarei mai aspettato fino a qualche giorno prima. Una delle emozioni più belle che potessi vivere, un vero e proprio sogno che si è realizzato e che spero di rivivere».
Come è andata con la Nazionale?
«È andata davvero benissimo. Sia in termini di risultati, ho esordito nell’amichevole contro l’Under 17 del Padova giocando l’intera seconda frazione della partita, sia in termini di gruppo: tanti ragazzi già li avevo conosciuti in campo, prima delle partite, è vero. Ma sono stato accolto splendidamente da tutti: compagni di squadra e staff. Mi hanno fatto subito sentire uno del gruppo, nonostante fossi uno degli ultimi arrivati. Spero con tutto il cuore che, questa opportunità, si ripresenti».
Al momento della convocazione come hai reagito?
«Diciamo che l’emozione è stata tanta, nonostante mi avessero già visto in campionato e un po’ mi avessero preannunciato la chiamata in Azzurro. Perché la Nazionale è la Nazionale. Il sogno di tutti quelli che incominciano a giocare a calcio. E, quando alla fine di un match al torneo di Arco di Trento, mi è stato comunicato che avrei indossato la maglia azzurra, beh, è stata davvero una gioia indescrivibile».
Come sta andando col Parma?
«Sono alla terza stagione a Parma. Giochiamo bene, stiamo facendo tutti bene. A livello personale fin qui è la mia stagione migliore. Speriamo continui per tutti così».
E con la scuola, difficile incastrare tutti gli impegni?
«Diciamo non semplice, bisogna essere ben organizzati a far entrambe le cose. Mattina scuola, pomeriggio allenamento. Poi cena e, alla sera, sui libri a studiare. A scuola sono comprensivi e per questo li ringrazio. Anche se quest’anno, visti i numerosi impegni calcistici, ho fatto qualche assenza di troppo. Un secchione io? No, assolutamente. Diciamo che mi applico, ecco tutto».
Filippo, ultima cosa: tra cinque anni dove ti vedi?
«Spero di vedermi sempre a Parma, lì sto davvero molto bene. O comunque di continuare a giocare a calcio. Poi all’università, indirizzo marketing. E' ciò che sto studiando. E' ciò che mi piace». —
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