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«Con la Grissin Bon sarà una sfida di nervi in cui ci giocheremo una fetta di salvezza»

Adriano Arati
«Con la Grissin Bon sarà una sfida di nervi in cui ci giocheremo una fetta di salvezza»

L’ex biancorosso Ramagli, ora alla guida di Pistoia «Gara importantissima, ma ancora non decisiva»

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«La sfida di domenica? Non deciderà da sola la salvezza, ma è una bella fetta della corsa».

Cerca di non sbilanciarsi Alessandro Ramagli in vista del gran duello fra pericolanti di domani, quello in scena alle 20.45 a Pistoia fra la sua Oriora e la Grissin Bon.

Le due squadre sono ultime a 10 punti, Pesaro e Torino sono a una sola vittoria di distacco e dopo mancheranno altre 7 gare, ma è ovvio che il peso specifico della sfida è alto, anche per la questione differenza canestri, dopo il + 2 toscano dell’andata.

Una vittoria in volata, autografata dal canestro di Kerron Johnson, che sancì l’addio a Ricky Ledo e l’avvio della prima rivoluzione tecnica Grissin Bon. Sembrava il momento più cupo della stagione reggiana, all’epoca, anche se i mesi successivi hanno portato ben altre negatività.

Ora il coach livornese, per un anno e mezzo a Reggio e ora impegnato nella sua Toscana dopo un lungo giro d’Italia, si prepara ad un’altra tappa delicatissima, ma forse non ancora cruciale.

Insomma, non passa tutto da qui?

«Sarebbe eccessivo dire che una partita ora deciderà tutto, però non si può nemmeno nascondere l’importanza di una gara come questa, viste le situazioni in classifica».

Dopo ci saranno altri sette turni. Potranno cambiare gli equilibri?

«Negli ultimi anni è sempre stato così, e credo succederà anche in questa stagione. La corsa salvezza si è sempre decisa all’ultimo giro, e le squadre impegnate hanno sempre accelerato nel finale».

Regalandosi anche imprese inaspettate, giusto?

«È normale. Magari si incontrano squadre stanche e meno determinate, perché hanno già raggiunto i loro obiettivi o intenzionate a recuperare energie per i playoff. Può ancora succedere di tutto».

A inizio anno lei aveva detto che il vostro obiettivo era uno, chiaro, la salvezza. E così è stato.

«Era chiaro da subito, abbiamo provato a fare quello che si poteva, adesso siamo qui e dobbiamo ballare».

Intanto, dovrete pensare al confronto diretto. Che gara vede?

«Penso che sarà una gara all’insegna dell’equilibrio, in cui conterà l’approccio giusto, mantenere i nervi calmi e sotto controllo. Anche all’andata è stata una partita molto tirata, credo che si andrà su uno scenario simile».

Rispetto a novembre è successo di tutto, a Reggio. E anche Pistoia ha stravolto la rosa. Si affronteranno squadre che si stanno ancora amalgamando. Non il massimo, no?

«Di solito a questo punto della stagione si dovrebbero avere rose stabili ed equilibri chiari, purtroppo non è così, si cerca di pensare ai risultati e a costruire il gruppo, non c’è molto altro da fare, proveremo a fare il massimo anche in questo senso».

Ha inserito tre giocatori esperti, Mitchell, Mesicek e Crosariol. Un modo per accelerare i tempi di inserimento?

«Abbiamo semplicemente preso i giocatori che hanno accettato la nostra sfida, non è stato un mercato con un ventaglio ampio di possibili interventi, chi ha voluto accettare questo cammino lo abbiamo preso a bordo».

Di Reggio che dice? Ci saranno tante assenze.

«Oggi conta chi ci sarà, null’altro, e l’approccio alla gara, il modo in cui le squadre affronteranno un impegno delicato. Io vedo davvero tanto equilibrio».

Se scorriamo la rosa della Grissin Bon, chi indicherebbe come pericolo principale da fermare?

«Non indico nessuno perché penso al gruppo, a diversi giocatori in grado di far bene. All’andata questo discorso era più semplice, ovviamente Reggio era una squadra che si affidava principalmente a Ricky Ledo, con questo nuovo assetto il discorso è molto diverso». —





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