Gazzetta di Reggio

Sport

la vittoria in toscana 

Fondamentale la risposta emotiva di un gruppo che deve progredire

Adriano Arati

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Segnali di vita.

La vittoria di domenica a Pistoia porta con sé un bel carico di positività. Prima di tutto, è ovvio, sistema parzialmente la classifica, issando Reggio al penultimo posto e garantendole il confronto diretto favorevole con Pistoia.

Il successo aiuta l’umore di un gruppo reduce da una lunga striscia di ko e regala a Pillastrini la sua prima e agognata vittoria reggiana. Inoltre, pur in un contesto tecnico non proprio brillantissimo, sono emersi alcuni elementi che alzano quantomeno l’ottimismo.

La risposta emotiva, prima di tutto. Dopo il nulla cosmico di Avellino, il gruppo ha risposto alle sollecitazioni con una gara di dedizione e attenzione. I giocatori erano consapevoli della posta in palio e hanno dato quel che avevano. Un discorso non sempre da dare per scontato, in questa stagione di sofferenze.

Una piccola conferma è data dal rendimento di Federico Mussini. La sua annata era iniziata in maniera grigia, a dir poco, negli ultimi due mesi è sempre fra i migliori per intensità. E lucidità: in campo è uno dei pochi ad avere le idee chiare su ruoli e letture, trova sempre cesti che alla fine diventano preziosi. Pur con limiti fisici si sta facendo sentire pure senza palla in mano. I 4 rimbalzi, le 4 palle recuperate e i 2 assist di Pistoia lo raccontano bene.

Si festeggia anche il rientro di Aguilar. Il lungo spagnolo è ancora dolorante e ha perso tono fisico dopo la sosta forzata, ma è già in grado di incidere. Non in attacco, dove oggettivamente ha faticato. In difesa e a rimbalzo però la sua presenza e la sua intelligenza si sentono, i movimenti per coprire buchi e adattare la squadra sono sempre lucidi. Nel finale è stato decisivo con Ortner per arginare i caotici assalti toscani.

Menzione di merito pure per Dixon, che a Pistoia si è caricato la squadra sulle spalle, segnando e smazzando assist. Tende a forzare, il suo strano stile di tiro lo espone alle stoppate ma questo è un giocatore di basket. Con la voglia e la capacità di prendersi responsabilità nelle fasi calde. Qualche dubbio sorge per il futuro.

Johnson-Odom è un attaccante superiore che però tiene molto il pallone in mano, proprio come Dixon e Allen. Ci sarà da trovare un nuovo equilibrio, oltretutto con tre elementi sotto ai 190 cm che in difesa potrebbero essere difficili da accoppiare insieme.

A proposito di Allen. Rispetto ad altri match è sembrata minimamente più ordinato. Non sarà mai un ragioniere, ma qualche forzatura in meno e qualche efficace giocata senza palla in più si sono viste.

Infine, il dato numerico più incisivo, quello dei rimbalzi. Per una volta Reggio ha dominato, un 39 a 22 decisivo anche se “dopato” dalle basse percentuali di tiro, che hanno garantito parecchi rimbalzi offensivi. I biancorossi comunque hanno retto bene ai muscoli altrui, concedendo qualche cesto di troppo nel primo tempo prima di trovare equilibrio nella difesa. Un passo avanti fondamentale. Brindisi, coi sui atleti, sarà un bel banco di prova al riguardo. —





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