La Povigliese in crisi il ds Maurizio Mori «Retrocedere sarebbe tragico»
POVIGLIO. Tempi duri per la Povigliese: il ko casalingo di domenica scorsa, 1-2 contro la Virtus Camposanto, rappresenta il secondo stop consecutivo dei giallorossi. Ora la formazione di mister Christian Iotti è quintultima nel girone C di Prima Categoria, con 31 punti totalizzati in 25 gare: se la stagione regolare finisse oggi, la formazione di Poviglio sarebbe costretta a disputare un pericoloso spareggio play out contro il Ravarino.
«Di certo avevamo in mente ben altri scenari - sottolinea il ds giallorosso Maurizio Mori - I piani prevedevano una salvezza più che tranquilla, magari attestandoci nella parte sinistra della graduatoria. Invece troppe volte abbiamo peccato di scarsa concretezza, e la sfida con la Virtus Camposanto ne è un'ulteriore testimonianza: un vero peccato, perchè in quasi tutte le partite siamo riusciti a costruire un gioco ben orchestrato e vivace. Le pesanti e ripetute assenze per infortunio ci hanno senz'altro ostacolati: peraltro, pure adesso dobbiamo fare i conti con acciacchi di rilievo». Domenica la Povigliese sarà ospite del Boca Barco, che adesso staziona a quota 33: "Crocevia delicato, perchè anche loro cercano punti-salvezza - osserva Mori - Tutti i nostri giocatori dovrebbero essere a disposizione, ma purtroppo tanti non sono al meglio: ad esempio l'attaccante Di Maio, uscito malconcio dal duello con i modenesi. Personalmente, la retrocessione mi spaventa al solo nominarla: nelle prossime 5 partite, l'intera squadra dovrà essere animata dalla piena consapevolezza di avere i mezzi che servono per salvarsi senza play out».
Il direttore sportivo della Povigliese fornisce poi qualche anticipazione sugli scenari da maggio in poi.
«La retrocessione in seconda categoria - dice il dirigente del sodalizio giallorosso - sarebbe un tonfo gigantesco, che Poviglio non merita affatto. Se ciò dovesse accadere, io stesso sarei tra i primi a mettermi in discussione. Ora dobbiamo arrivare rapidamente a 38 punti, in modo da mettere al sicuro la Prima: solo allora potremo iniziare a programmare con calma la stagione 2019/2020, puntando a ulteriori passi avanti rispetto a quanto fatto quest'anno». —
N.R.
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