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pallanuoto serie b 

«Contro la Cus Geas la peggior partita stagionale della Reggiana»

Matteo Brighenti

L’allenatore Paolo Pezzani si sfoga dopo il ko a Milano «Se vogliamo salvarci non possiamo giocare così»

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La corsa salvezza nel campionato di serie B di pallanuoto si sta complicando sempre più.

Dopo la sconfitta della Pallanuoto Reggiana per 10-7 a Milano contro la Cus Geas ci sono tre squadre appaiate all’ultimo posto in classifica a quota 7 punti, Promogest Cagliari Mestrina Nuoto e appunto i granata, con la Pallanuoto Como distante due sole lunghezze al quartultimo posto che significa salvezza diretta.

Una situazione fluida e del tutto aperta che, secondo l’allenatore Paolo Pezzani, è l’unica circostanza positiva dopo la sconfitta all’ombra della Madonnina.

Cosa pensa sia successo sabato ai suoi ragazzi?

«È stata la nostra peggior partita del campionato. Dopo i primi due quarti giocati alla pari, dall’inizio del terzo parziale abbiamo subito la loro aggressività e soprattutto non abbiamo reagito da squadra alle difficoltà, più di uno ha iniziato a giocare per conto proprio e sono saltati tutti gli schemi. Se vogliamo mantenere la categoria non possiamo più permetterci di presentarci in questo modo».

Pensa che la squadra abbia capito quanto ha sbagliato?

«Nella pausa tra terzo e quarto tempo mi sono fatto sentire, infatti l’ultimo quarto è stato interpretato in modo diverso. Adesso, però, non possiamo più sbagliare».

Ha qualche rammarico per una posizione di classifica che poteva essere migliore?

«Direi nell’ordine di qualche punto, per la precisione quattro, i due persi in casa contro la Cus Geas, quello perso a Bergamo e quello perso in casa contro la Mestrina. Credo che questi punti regalati non siano colpa di nessuno, ma purtroppo hanno un peso rilevante sulla posizione in classifica. Ritengo anche che ci sia una differenza tra quanto espresso dai ragazzi nelle prime partite del girone d’andata e nelle ultime. Nelle prime cinque partite abbiamo fornito ottime prestazioni, come nel derby casalingo col Modena, ma abbiamo spesso pagato nel finale peccati di inesperienza, mentre contro la Mestrina per la prima volta eravamo noi i favoriti e costretti a fare risultato, quindi credo sia stata la pressione del dover fare punti a tutti i costi a metterci in crisi».

Come si può rimediare a queste mancanze?

«Smettendola di stupirsi di riuscire a fare le cose per bene. Se riusciremo ad acquisire la consapevolezza nei nostri mezzi e a smettere di considerare eccezionali le cose buone che devono essere normali, allora manterremo la categoria».

Come vede le prossime due gare casalinghe consecutive?

«Sono due partite decisive per il nostro torneo. Dobbiamo fare almeno 4 punti tra Bergamo e Cagliari per conseguire una situazione positiva. Sappiamo bene quali siano le difficoltà di entrambe le partite, ma essendo entrati nel girone di ritorno tutto ciò è relativo. I punti sono pesantissimi, quindi contano soprattutto la fame e la voglia di fare risultato. Dobbiamo entrare in acqua ed interpretare le partite con uno spirito completamente diverso da quello di Milano. In più abbiamo anche delle defezioni, Morini e Angoli sono indisponibili per problemi fisici, altri uno/due elementi sono in dubbio, ma dobbiamo stringere i denti e riuscire ad andare oltre anche alle assenze che avremo». —



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