Johnson-Odom e Poirier: "Siamo energia per la Grissin Bon"
I due nuovi acquisti presentati allo stoRE di piazza Prampolini
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REGGIO EMILIA. Allo stoRE il ds Alessandro Frosini ha alzato il velo sugli ultimi innesti di una serie che sembra infinita.
«Come società - spiega il direttore sportivo reggiano - l’ingaggio di questi due giocatori è stato l’ennesimo sforzo per conquistare la salvezza. Abbiamo inserito due ragazzi che andranno ad aiutare il roster attuale nella cavalcata delle ultime sette partite, in cui ci giocheremo la permanenza in serie A. È uno sforzo economico importante perché abbiamo dovuto cambiare il format passando al 6+6. È stato però un passo che dovevamo fare».
I due si sono legati al club sino al termine della stagione. Per entrambi, come sottolineato dal ds, non esisterebbero opzioni per il futuro.
«Non potevamo certo essere dipendenti dal risultato di Pistoia - avverte Fro -. La vittoria ci ha messi in una condizione migliore ma la strada è ancora molto lunga. Ci aspettano sette finali da giocare intensamente. Credo che loro ci porteranno agonismo, voglia, atleticità. Sono entrambi giocatori molto fisici. Johnson-Odom conosce molto bene l’Italia e per noi è un’aggiunta importante. È uno scorer, uno che in campo non si risparmia mai in ambedue le parti del campo. Darel Poitier è giovane ma di grande grande prospettiva. Ha fatto molto bene in G-League che per lui era un trampolino di lancio per raggiungere traguardi ancora più importanti. È venuto qua da noi con tanta voglia di farsi vedere anche nel nostro campionato. Spero che ci possano dare quel qualcosa in più per raggiungere una salvezza un po’ più tranquilla»
Dovrebbero debuttare entrambi domenica con Brindisi, Darel Poiret, lungo francese 21enne di belle speranze e tanto fisico - «un mix di Chikoko e Reynolds», racconta chi ne sa - e la 29enne guardia/play americana Darius Johnson-Odom che da avversario tante volte ha fatto male a Reggio, al rientro in Europa dopo una lunga squalifica per doping.
L’esperto americano
La positività a un attivo della cannabis l’ha costretto a vivere una stagione in G-League con i Lupi dello Iowa. Lui, che ammette di amare il basket nostrano più di tutto, s’è precipitato a dir di sì all’offerta reggiana per tornare in Italia.
«Ho capito la lezione, posso assicurarlo» ammette senza che nessuno abbia direttamente fatto riferimento alla squalifica.
«Mi è mancato tantissimo il basket europeo e non vedevo l’ora di poter tornare. In G–League o anche nella NBA si guarda al risultato soltanto nel finale di stagione. Qui c’è un tasso di tensione e di pressione molto elevata perché tutte le partite hanno un valore importante per le squadre e per i tifosi. Mi mancava questa sensazione e sono carichissimo di poter giocare».
Di pressione qui, Johnson-Odom ne troverà. E parecchia.
Perché, se è vero che il sacco di Pistoia ha permesso di tirare un sospiro di sollievo, è comunque un attimo ritornare con l’acqua alla gola.
«Conosco bene i successi recenti di questo club di cui sono orgoglioso di farne ora parte - spiega -. Giocatori come Kaukenas (di cui ha preso il numero 13, ndr) non necessitano commenti. Drake Diener e James White mi hanno parlato benissimo di Reggio. Cosa farò qui? Porterò la mia energia e la mia esperienza per aiutare i giovani della squadra. Farò quello che ho sempre fatto nel campionato italiano. Non mi interessa con che ruolo mi etichettate. Sono un giocatore che sa segnare, sa passare la palla. Farò ciò di cui ci sarà bisogno di fare. L’ultima vittoria ha aiutato a migliorare la classifica, ma c’è ancora tanto da fare. Cercherò di giocare questo finale di stagione nel miglior modo possibile, anche perché Reggio merita di restare in serie A» .
Il debuttante francese
Se Johnson-Odom è avvezzo a calcare gli italici parquet (ultima stagione giocata in maglia Vanoli, prima esperienze a Sassari e Cantù), novità assoluta è Darel Poirier.
«Sono grato al club di avermi dato la possibilità di tornare in Europa dopo un anno in G-League (nei Capital City Go-Go, ndr)», premette.
«Cercherò di portare la mia energia in campo ma anche più in generale a tutto l’ambiente - promette -. Sono giovane, uno fra i più giovani del gruppo. Posso portare tanta energia e voglia di fare, tanta vocalità all’interno della squadra. Sul campo dovrò proteggere l’area difensivamente che è una delle mie caratteristiche e in attacco finalizzare al ferro le costruzioni dei miei compagni».
«Su cosa devo lavorare? L’aspetto principale è la continuità, voglio dimostrare che quello so fare, lo posso fare sempre, non in alcune partite molto bene e in altre meno bene. Voglio raggiungere uno standard minimo di livello da garantire alla squadra. Coach Pillastrini mi ha chiesto di fare cose semplici e di portare positività ed energia che è quello di cui la squadra adesso ha bisogno».
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