L’uomo promozione Ingari incita la Reggiana alla rimonta
Nel 2008 i granata approfittarono del crollo della capolista e tornarono in C1 «Il Bassano non resse la pressione, può capitare anche alla Pergolettese»
Rosicchiare 8 punti alla Pergolettese in 6 partite, pazza idea, illusione, sogno o ipotesi realizzabile? Fate voi. Certo occorre, da una parte, che la Reggiana faccia bottino pieno e dall’altro che la capolista, al pari di un ciclista in fuga, si pianti proprio sull’ultima salita, ad un passo dal traguardo. C’ è un precedente che in parte può dare convinzione alla Reggiana. Nell’aprile del 2008, quando al Giglio, allora si chiamava ancora così, non riuscì a superare nello scontro diretto la capolista Bassano, a quattro giornate dalla fine i giochi sembravano chiusi, fatti. Ed invece , inaspettatamente, i veneti andarono in crisi, rimediarono un paio di sconfitte di seguito ed alla fine a vincere il torneo di C2 e tornare in C1 fu la Reggiana di Pane. Di quella Reggiana faceva parte anche Beppe Ingari, tra l’altro autore della rete del pareggio in quel match con il Bassano. «Ricordo- dice il giocatore che in quel torneo con 10 gol in 27 presenze fece segnare l’apice nella sua avventura in granata- che quella rete ci permise di tenere aperto il discorso, eravamo a 2 punti di distanza, saremmo finiti a 5, da lì alla fine fu una guerra di nervi tra noi e loro, fummo bravi a vincerla». Con qualche acciacco fisico di troppo a tormentarlo Ingari in granata rimase 5 campionati, 3 di C2 e 2 di C1, con playoff raggiunti il primo anno e sfumati il secondo per il grave infortunio di Paolo Rossi.
Cosa le è rimasto di quell’esperienza?
«Il ricordo di un pubblico eccezionale ed entusiasta, di una società seria, con un bel progetto, di un gruppo davvero coeso e compatto».
Ingari, domenica scorsa, per la prima volta ha osservato dal vivo la Reggiana, ricavandone buone impressioni.
«Ho visto una bella squadra, con la capacità di creare tante occasioni da rete, di sviluppare un calcio propositivo, padrona del campo e poi andare in sofferenza quando si è trovata in inferiorità numerica, ma lì la differenza l’ha fatta l’unione, si nota che è un bel gruppo, con disponibilità ad aiutarsi, a dare una mano al compagno in difficoltà»,
Il Modena lo conosce?
«Ho visto qualche partita, a livello di qualità per la categoria nulla da eccepire, è sul livello della Reggiana, mi pare che abbia qualche problema di continuità nei risultati, caratteristica che sta premiando la Pergolettese».
Campionato chiuso per il primo posto?
«Per la Reggiana mi auguro di no, è difficile, rispetto a noi nel 2008 il distacco dalla prima è sensibilmente maggiore, ma finché la matematica non ti condanna ha il dovere di crederci, il Bassano non resse il testa a testa sul piano nervoso, può succedere anche alla Pergoletttese se sente il fiato sul collo».
A Casalgrande come è andata?
«Per me bene, sono fiero del lavoro fatto da agosto, il mio successore ha potuto attingere ad una buona base, rispetto la decisione dell’esonero da parte della società, anche se ultimamente avevamo pareggiato con la capolista reduce da 7 vittorie di fila, ma quando i risultati non vengono, ad ogni latitudine, si prova a dare una scossa all’organico».
Ed adesso?
«Niente, sono in attesa di una chiamata che per il momento non è arrivata». —
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