Brindisi guarda con ottimismo alla corsa verso la fase-scudetto
Quarti in classifica, gli avversari di domani della Grissin Bon sono squadra solida Uno dei pochi scivoloni dell’andata, la sconfitta casalinga proprio contro i reggiani
Esperti, tecnici e tosti. Una squadra senza picchi ma sempre capace di concretizzare e di essere efficace.
L’Happy Casa Brindisi prossima avversaria reggiana è senza dubbio una delle squadre più sorprendenti del campionato, e una delle poche ad aver fatto vedere continuità e qualità di gioco. Merito del bravo coach Frank Vitucci e di una bella miscela di interpreti, con tanti veterani uniti a elementi stranieri in fortissima rampa di lancio, a partire dal centro Brown.
AVVERSARI
Il quarto posto a quota 28 è una naturale conseguenza del percorso avviato con un mercato solido. E solidità è proprio la parola chiave per questa versione della squadra pugliese, che non brilla particolarmente nei numeri ma vince. L’unica vera flessione è arrivata a fine 2018, con tre sconfitte filate compresa quella a sorpresa del 9 dicembre in casa contro la rimaneggiatissima Grissin Bon del periodo. Da allora, non ci sono più state strisce negative, nonostante gli infortuni che hanno tenuto fuori prima il play titolare Clark e poi il suo sostituto, Walker, arrivato da Trieste.
Ora Clark è rientrato, la forma è precaria e la società sta valutando un rinforzo in ottica play off.
play off
Già, play off: Brindisi guarda ovviamente con ottimismo alla qualificazione alla fase scudetto e di sicuro non verrà a Reggio per regalare alcunché. Sarà un bel test per la Grissin Bon alle prese con l’ennesimo mutamento, quello seguito dagli arrivi di Johnson-Odom e Poirier. Due giocatori atletici e potenti, che serviranno contro una rosa pugliese a cui difettano forse i centimetri ma non la forza e l’esplosività. Vitucci ha costruito una macchina sempre in controllo, molto efficace in contropiede ma brava a farlo solo quando vi sono le reali condizioni. L’Happy Casa ha il sesto miglior attacco, con 82,4 punti di media, è terza per assist per gara con 17,8 mentre non brilla a rimbalzo, nona con 36,4 catturati contro i 38,3 concessi. È inoltre la quarta difesa del torneo, con 79,5 punti subiti per impegno. Il tutto condito da una buona distribuzione di gioco, con cinque elementi in doppia cifra di media e almeno altri due giocatori, i veterani statunitensi Gaffney e Rush, decisivi nonostante il ridotto impatto fisico.
Sono proprio loro, assieme all’ala piccola ex Cantù Chappell, a dare fisicità e duttilità alla difesa, brava a cambiare sfruttando la loro duttilità e la loro forza. In mezzo, a presidiare, John Brown. Poco più di due metri, dopo aver fatto bene in A2 si sta confermando al piano di sopra con 13.5 punti e 6,7 rimbalzi conditi da un atletismo superiore. A creare gioco, assieme a Chappell, ci pensano Banks e Moraschini. Banks, dopo anni da realizzatore puro, sta facendo bene anche da regista aggiunto senza far mancare 15,6 di media, figli della sua tecnica e della sua agilità.
Moraschini è una delle storie dell’anno, ripescato dall’A2 a Mantova segna quasi 12 punti di media e ha deciso diversi match. Ha mani buone e grande stazza per una guardia, unite a una enorme fiducia. E Reggio? Non deve seguire l’istinto e farsi trascinare nelle corse, guardando piuttosto vicino al ferro: Brindisi è più potente, ma i centimetri dei lunghi biancorossi devono essere sfruttati per ancorare l’attacco. —
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