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Manghi insaziabile «Questo è solo un cioccolatino»

Roberto Tegoni
Manghi insaziabile «Questo è solo un cioccolatino»

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«Questo è solo un cioccolatino, chi vuole di più si presenti lunedì che fra un mese possiamo mangiare la torta». È con queste parole che coach Roberto Manghi ha salutato la squadra in cerchio, sul terreno di gioco, fresca di premiazione della Coppa Italia di rugby. Mai sazio, l’allenatore del Valorugby Emilia commenta così la vittoria del trofeo nazionale: «Era una finale, nel primo tempo si avvertiva la tensione e abbiamo commesso alcuni errori – spiega Manghi - complimenti al Valsugana che ci ha tenuti in partita fino a quando siamo riusciti ad esprimere il nostro gioco. Amenta ha fatto la differenza? Quest’anno ci ha fatto fare il salto di qualità ed è un ragazzo integrato nella città, essendo lui un poliziotto in servizio. Ma se lui fa meta, qualcuno deve pur avergliela passata, la palla. I complimenti vanno estesi al movimento di squadra, che ci può portare lontano». Tornando al “cioccolatino” iniziale, Roberto Manghi spiega la metafora: «Il nostro primo obiettivo sono i playoff scudetto e quando sei lì te li devi giocare. Quello che bisogna capire – prosegue il coach rossonero – è come ha giocato la squadra in campionato. Nessuno finora ci ha messo veramente sotto. Solo a Rovigo ci sono stati dieci minuti di black out. Dobbiamo cercare di ottimizzare e fare meno errori, i nostri principali avversari siamo noi stessi. Io ci credo – conclude – e con un sostegno e un tifo come quello di oggi si possono fare molte cose. Una dedica? Siamo partiti dalla promozione di Viadana e siamo diventati una bella realtà per la città di Reggio. Penso ad Ovilio Montanari e a tutti coloro che hanno sofferto per questa squadra».

IL CAPITANO

Davide Farolini, capitano del Valorugby, esprime la sua soddisfazione per la vittoria della Coppa Italia: «È vero che abbiamo fatto diversi errori nel primo tempo, tuttavia, col passare dei minuti s’è vista la voglia di vincere da parte nostra e una migliore condizione atletica. Questa coppa è il frutto di tanto lavoro fatto in diverse stagioni – prosegue l’estremo rossonero – quindi è una enorme soddisfazione. È il premio per gli sforzi messi in campo dalla società e dai ragazzi . Il campionato? È un obiettivo anche quello. Ai playoff scudetto ci proporremo nel migliore modo possibile».

L’UOMO PARTITA

«Come ci si sente? Bene, veramente bene – sorride Mirko Amenta, numero 8 e Man of the Match della finale e autore di due mete –. Siamo una squadra che non molla mai e lottiamo fino all’80’ . L’abbiamo dimostrato sempre, quest’anno e anche oggi: quando Valsugana ha mollato un po’ la presa, noi abbiamo vinto la partita. Uno degli obbiettivi l’abbiamo centrato, ora pensiamo al prossimo. Il titolo di man of the match? I complimenti fanno piacere, ma abbiamo vinto di squadra. Riscatto la sconfitta dell’anno scorso in finale, da capitano delle Fiamme Oro».

IL PILONE

Dario Bordonaro ha 26 anni, ma ha l’esperienza di un veterano avendo vinto lo scudetto a Rovigo due anni fa e arrivando secondo con la stessa maglia lo scorso anno. Gregario in campionato, il pilone destro ha giocato 38 minuti da titolare nella finale di Coppa Italia. «È una grande soddisfazione nel primo tempo abbiamo tenuto vivi i nostri avversari. Ci eravamo ripromessi di giocare senza stress e nervosismo. Invece la nostra giovane età ci ha penalizzato e non siamo riusciti ad esprimerci. Poi è salito in cattedra Mirko Amenta. Merito anche di coach Manghi che ti porta a dover scegliere tra vincere e vincere». —





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