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l’anticipo delle 19 

Milan, Gattuso contro l’Udinese riparte da Kessie e Paquetà

Milan, Gattuso contro l’Udinese riparte da Kessie e Paquetà

Il tecnico rossonero rinfrancato dopo il confronto con Leonardo e Maldini «Non siamo morti, stiamo creando tanto e dobbiamo iniziare meglio le partite» 

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MILANO. «Veniamo da due risultati negativi ma il gruppo è vivo».

Per sua stessa ammissione Rino Gattuso vive «le sconfitte meglio delle vittorie» e appare tranquillizzato dopo i confronti avuti con squadra e dirigenti all'indomani della sconfitta contro la Sampdoria, il secondo di fila dopo quello nel derby.

«Non siamo morti, la squadra ce la sta mettendo tutta» assicura l'allenatore rossonero, ancora una volta pronto a fare mea culpa per le parole usate venerdì scorso sul suo futuro trattato come fosse una questione in sospeso. Il tecnico calabrese non rinnega il contenuto, ma forse modi e tempi di una dichiarazione che ha fatto riemergere il rapporto non idilliaco con il direttore generale Leonardo. «Per come è uscita quella frase, vale a dire ‘Ci vedremo fra due mesi’, potevo anche stare zitto e non creare i problemi venuti fuori in questi giorni» ammette, decisamente più rilassato (e con un inedito ciuffo in testa), all'indomani del confronto con il brasiliano e con Paolo Maldini, in cui si è convenuto di focalizzarsi tutti sulla volata Champions League.

«Anche prima si remava tutti dalla stessa parte. Il rispetto, l'unione fra me, Leo e Paolo, nessuno li può mettere in dubbio. Io non ho nessun problema: l'unico problema è ritornare in Champions League dopo tanti anni».

Per difendere il quarto posto, ultima poltrona che porta nell’Europa che conta, è vietato sbagliare questa sera contro l'Udinese (ore 19). Incalza la Lazio, a -3 con una gara da recuperare proprio contro la squadra friulana, a una decina di giorni dallo scontro diretto con i rossoneri, che affronteranno prima la Juventus.

«Qualcuno mi può prendere per pazzo, ma non sono molto preoccupato: non stiamo male fisicamente, stiamo creando tanto e dobbiamo cominciare meglio le partite» spiega Gattuso, che glissa sui due rigori invocati dal Milan a Genova: «Episodi border line. Come si studiano gli avversari bisogna capire le caratteristiche degli arbitri» dice, prima di conoscere la designazione di Banti, che a gennaio lo fece infuriare in Supercoppa. L'allenatore medita qualche novità tattica (subito o a match in corso) con Kessie di nuovo titolare in mediana («al ritorno dalla nazionale davanti a tutti ha abbracciato Biglia», il retroscena citato dall'allenatore per chiudere definitivamente il caso della lite fra i due) e con Paquetà trequartista, alle spalle di Cutrone e Piatek. Gattuso si è accorto che il centravanti polacco a tratti è isolato ma nella sua analisi pesano anche i gol subiti a inizio partita con Inter e Sampdoria.

Nel secondo caso, per il pasticcio di Donnarumma che, osserva l'allenatore, ha avuto il merito di «metterci subito il faccione». E non è apparso turbato ricevendo il suo primo Tapiro d'oro: «Capita. Che devo fare? I compagni mi hanno consolato, mi hanno detto di non pensarci perché è inutile». —

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