Rimbalzi e ritmo la formula vincente della Grissin Bon del tecnico Pillastrini
Il successo su Brindisi conferma la buona mano del coach Già determinante il neoarrivato Darius Johnson-Odom
Segnali di vita.
Le ultime due vittorie della Grissin Bon, oltre a rappresentare la seconda mini-striscia positiva di un’annata di sofferenze infinite, hanno fatto venire a galla i frutti dell’ultima rivoluzione.
L’arrivo di Pillastrini, seguito da Dixon e Johnson-Odom e dal recupero di Aguilar, ha portato alla fine a un assetto più stabile, come gerarchie e idee, in cui si intravede qualche sprazzo di solidità.
I successi a Pistoia e in casa con Brindisi non nascono solo dalla voglia di salvarsi, seppur ben presente, ma anche da aspetti tecnici evidenti.
gli interpreti
In primis, brutalmente, la qualità degli interpreti.
Dixon è un giocatore di buona qualità, capace di far punti ma anche di creare per gli altri, come si è visto in questi otto giorni. In Toscana c’era bisogno di attacco e lo ha dato, con Brindisi serviva cucitura e lui ha regalato 8 assist.
Johnson-Odom è ancora da inserire, certo, ma che sappia far canestro in tanti modi, e senza bisogno di schemi collettivi, lo ha dimostrato anche domenica ai danni dell’Happy Casa. Un concentrato di fisicità e tecnica che le difese devono sempre guardare con attenzione massima.
“rinforzo” interno
Il terzo “rinforzo”, per così dire, è interno e si chiama Aguilar. Se il lungo spagnolo può dare almeno 20’, 25’, la difesa e la tenuta a rimbalzo biancorossa si impennano di botto, senza contare l’efficacia offensiva. I beneficiari sono tanti. Allen e Mussini hanno maggior spazio, Ortner e Gaspardo possono dare il loro contributo accelerando al massimo nello spazio concesso e lo stesso Cervi ha meno raddoppi.
in campo aperto
Con Pistoia e con Brindisi si è vista anche una notevole capacità di far male in campo aperto. Fisiologica, con Dixon, Allen e ora anche Johnson-Odom a menare le danze. Sono tutti elementi che amano accelerare e spingere il contropiede con giocate di energia. Con vantaggi anche per altri: i già citati Mussini e Gaspardo hanno potuto approfittare di questi spazi per infilare cesti pesanti, sfruttando rispettivamente la mano buona e l’atletismo.
Il rischio a volte è quello di sbilanciare la squadra, ma il guadagno in termini di dinamismo e di punti segnati è notevole. Dopo i 63 punti di media messi a segno contro Milano e Avellino, nelle due vittorie Reggio è tornata a scollinare sopra quota 80, chiudendo rispettivamente a 80 e 82. Un bel segnale per una formazione che nell’ultima fase della crisi aveva enormi problemi a spostare il referto. Va dato merito a Pillastrini di aver cercato di adeguarsi alla rosa disponibile, senza voler imporre assetti troppo specifici, ma sfruttando le qualità già presenti. Qui si arriva forse al maggior merito tattico del nuovo coach, una solidità a rimbalzo decisamente maggiore rispetto a quella del resto della stagione.
presidio dei tabelloni
Per correre e giocare in velocità è fondamentale il presidio dei tabelloni.
La Grissin Bon non è diventata improvvisamente dominante, ma quantomeno è in grado di arginare le rivali. Dopo un’annata all’ultima piazza, ora i biancorossi sono 12esimi per rimbalzi presi, con 34.9 di media. Da quando è arrivato Pillastrini, la media sale a 37.2, un bel miglioramento.
A Pistoia la supremazia vicino al ferro è stata decisiva, con Brindisi si è tenuto botta contro una formazione di grande fisicità. La strada da seguire è questa, la prossima verifica sarà di quelle serie, contro l’atletismo, i muscoli e l’intensità di Trento. —
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