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Il lato oscuro del calcio 

«Gli arbitri? C’erano tariffe e alcuni giocatori vendevano le partite»

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REGGIO EMILIA. Nei racconti di Domenico Gambetti non c’è spazio soltanto per il lato positivo dello sport. Anzi. Parlando di calcio l’ex dirigente traccia un quadro decisamente poco edificante del passato. «Ai miei tempi il 50% delle partite in serie B era fasullo, vuoi perché gli arbitri si vendevano o vuoi perché lo facevano i giocatori. Le società si mettevano d’accordo, era un classico all’inizio del campionato, vedere il calendario, vedere quale era l’ultima partita e decidere che all’andata si faceva 0-0 mentre al ritorno i punti li prendeva chi ne aveva bisogno».

Su Youtube Gambetti ha persino caricato un video dal titolo “La verità sugli arbitri di 30 anni fa” dove parla di un tariffario: «Trenta milioni di lire per vincere una partita in casa, 30 per il pareggio fuori, 40 per la vittoria fuori casa».

L’ex dirigente reggiano è a conoscenza di pagamenti di calciatori in nero di e comportamenti poco ortodossi di alcuni dirigenti. «Il calcio in Italia è sempre stato un business. In Inghilterra investono per produrre valore, qua un sacco di persone li hanno rubati i soldi. Quando venivano comprati giocatori all’estero era un classico che una parte delle somme stanziate finissero come fondi neri nei paradisi fiscali». —

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