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serie b femminile 

Salvezza senza i play out in casa del Puianello è l’ora di fare festa grande

Nicolò Valli
Salvezza senza i play out in casa del Puianello è l’ora di fare festa grande

L’allenatore Ligabue: «Quando siamo partiti era una scommessa, poi per tutta la stagione ognuno ha remato dalla stessa parte» 

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In casa Puianello non si placano i festeggiamenti per la salvezza raggiunta senza passare dai play out.

Il coach Andrea Ligabue, artefice di questo importante traguardo, traccia un bilancio stagionale della formazione matilidica, con un occhio alla prossima stagione quando le gialloblù proveranno a confermarsi e, perché no, ad alzare l’asticella.

Siete salvi. Era l’obiettivo di inizio stagione?

«L’obiettivo era cercare di salvarsi. Siamo riusciti a farlo senza passare dai playout, che avrebbe rimescolato un po’ tutte le carte. Per tutto l’anno siamo stati sempre fuori dalla zona pericolosa, ed entrarci al termine dell’ultima giornata avrebbe avuto il sapore della beffa, anche se sappiamo che la pallacanestro fino all’ultimo secondo è imprevedibile. Quando siamo partiti a settembre era tutto una scommessa, anche perché l’ultima volta che avevo allenato in B femminile era ormai 11 anni fa. Da due- tre anni sto allenando Under 16 e 18 a Novellara, ma la presidentessa mi ha dato fiducia e così mi sono rimesso in gioco».

Che gruppo è quello della salvezza?

«Il gruppo arrivata da un’annata tribolata culminata con una retrocessione, cancellata poi dal ripescaggio, quindi il mio primo obiettivo era quello di riportare entusiasmo. Le ragazze hanno sempre dato il massimo, di conseguenza anche il mio compito è stato più semplice poiché tutti remavamo nella stessa parte. Per esperienza e carisma il nostro faro era sicuramente Sara Giorgi che può annoverare nel suo curriculum una finale scudetto in A1. Come capitano avevamo Boiardi, una ragazza del 1998 che fa parte di quelle giovani “Giullari” cresciute in società. L’innesto di Fedolfi, giovane play, può dirsi senza dubbio una scommessa vinta, perché nonostante l’inesperienza ha preso partita dopo partita in mano le redini della squadra. In generale tutte le atlete hanno dato il proprio contributo, tant’è che spesso ho impiegato tutte le giocatrici che avevo a disposizione».

Continuere a sudare prima del “rompete le righe” di inizio estate?

«Questa settimana ci ritroveremo in palestra e alterneremo allenamenti collettivi a sedute individuali che curerò personalmente per lavorare sui dettagli e migliorare. Andremo avanti fino a metà maggio, ma l’idea è quella di organizzare qualche amichevole per tenere alta l’attenzione».

Gli obiettivi per il prossimo anno?

«Ancora è presto. Prossimamente ci troveremo con il club per fare il punto della situazione e vedere se anche loro sono rimasti contenti come me. Da parte mia la volontà è quella di proseguire insieme il percorso iniziato quest’anno».

Quali sono le differenze tra l’allenare una squadra senior e una formazione del settore giovanile? E tra uomini e donne?

«Le ragazze hanno molta più dedizione degli uomini, anche se magari più carenti a livello fisico e tecnico. Devi però fare molta più attenzione all’aspetto psicologico rispetto ai ragazzi, mentre a livello tecnico la differenza sta nella maggior importanza data al gioco di squadra con le senior rispetto al miglioramento individuale delle Under». —





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