“Una domenica lusitana” le gesta di Futre alla Reggiana diventano letteratura
REGGIO EMILIA. Una gelida domenica d'inverno del 1993.
Un ragazzino nemmeno undicenne infreddolito sugli spalti del Mirabello. La Reggiana in serie A che sfida la Cremonese. L'esordio di un fuoriclasse portoghese, il suo gol, una piccola città di provincia sospesa fra il sogno del calcio che conta e l'incubo.
Sono questi gli ingredienti de “Una domenica lusitana”, il racconto, scritto da Andrea Montanari, e selezionato dalla casa editrice Cultora per la sua antologia dei migliori racconti sportivi del 2018, antologia che verrà presentata a maggio al Salone del libro di Torino e all'Arena Fico Eataly World di Bologna.
L'autore, 36 anni, dottore di ricerca in storia contemporanea all’Università di Parma, ha all’attivo già un libro sulla storia politica di Reggio Emilia e ora insegna materie letterarie nelle scuole medie, Ma, come confessa lui stesso, è appassionato anche di narrativa e soprattutto di calcio e di Reggiana. «Il derby col Modena di domenica ci sta già togliendo il sonno - ci dice - un derby è un derby in qualunque serie sia».
«Il mio racconto - continua Montanari - è tutt'altro che triste o nostalgico. Certo, quelle stagioni in serie A le ricordiamo tutti con un velo di malinconia, ma il mio intento era un altro, e cioè riflettere su come, attraverso il calcio, si possa raccontare la propria vita, i propri affetti, le proprie amicizie e ovviamente la propria città, che si ama alla follia e dove si è sempre vissuto».
Ecco, allora, dipanarsi nel racconto di Montanari, la biciclettata di quel 21 novembre 1993 con il padre Pierangelo fino al Mirabello, «la ressa davanti ai cancelli d’entrata, la circonvallazione paralizzata, un’atmosfera mista di attesa, impazienza e curiosità», «un ragazzo sui vent’anni che gira fra gli spettatori vendendo Caffè Borghetti, 1000 lire l’uno»; ecco, allora, i profili di quel leggendario undici granata: Taffarel che sarà campione del mondo con il Brasile, Michele Padovano e le sue notti all’Italghisa, Max “Speedy Pizza” Esposito, il rumeno e Scarpa d’oro Dorin Mateut e poi Accardi, Sgarbossa, Parlato, Zanutta, De Agostini, Morello, Scienza.
E infine, come scrive Montanari, «se citi quel nome difficilmente chi ha più di trent’anni non avrà un brivido: Paulo Jorge Futre, classe 1966, dal Portogallo ai campi di via Agosti».
Il finale, di quella partita con la Cremonese e di quella storia, molti lo conoscono già. «Le squadre di calcio sono incredibilmente fantasiose nel trovare nuovi modi per far soffrire i propri tifosi», chiosa Montanari nel proprio racconto.
«Sulla Reggiana e sui suoi cento anni di storia si potrebbero scrivere 10 volumi», conclude Andrea Montanari, che, alla nostra richiesta di rito di un pronostico per domenica, risponde: «Una domanda di riserva non c’è?». —
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