Serie A fra tante incertezze possibile blocco dei ripescaggi
Campionato ancora a 16 squadre invece delle 18 previste il prossimo anno nel caso in cui il consiglio federale dovesse riscontare instabilità nei club
Quale futuro per la serie A?
La prossima stagione sportiva avrebbe dovuto portare l’allargamento del primo campionato del basket italiano a 18 squadre rispetto alle 16 attuali. Dalla serie A2 saliranno tre formazioni a fronte di una sola retrocessione. Le tante situazioni difficili emerse in questi mesi, con diverse società in forte sofferenza economica e gestionale, potrebbero però aprire la strada ad altri scenari. In particolare, si potrebbe arrivare al blocco dei ripescaggi.
Da un alto, infatti le tre promozioni sono garantite, un nome è già certo ed è quello della Fortitudo Bologna. E quindi 18 società sulla carta ci sono.
Se però a giugno la Commissione tecnica di controllo, la Comtec, decidesse di escludere qualche realtà per irregolarità economiche, il discorso cambierebbe.
Teoricamente, in caso di una bocciatura, Lega e Federazione provvedono a un ripescaggio, guardando alle retrocesse e alle prime escluse dalla corsa play off dell’A2.
Ma se le bocciature fossero due, ad esempio, si potrebbe sospendere la pratica, mantenendo la serie A a 16 almeno per un’altra annata. A oggi è impossibile capire cosa succederà, tutte le situazioni in bilico potrebbero rientrare, e per arrivare allo stop dei ripescaggi è comunque necessario il numero pari.
Nessuno vuole un campionato con un numero dispari di partecipanti, ma se si scendesse “naturalmente” a 16 l’affare muterebbe decisamente prospettiva. È già successo, nel 2008 e nel 2013, e potrebbe accadere ancora. Soprattutto in una fase delicata per la pallacanestro, con tante società in sofferenza.
I requisiti minimi per la serie A sono elevati, e piuttosto che correre il rischio di inserire realtà traballanti si potrebbe continuare a ballare a 16. Nessuna fra le attuali componenti della massima serie piangerebbe, considerati gli impegni nelle coppe - altrettanto intensi - che coinvolgono molte squadre.
In autunno l’allarme era principalmente a Cantù, dove però è subentrata una nuova proprietà diffusa intenzionata a tener botta.
A novembre Avellino ha vissuto una bruttissima crisi economica, figlia delle sofferenze della Sidigas del proprietario De Cesare, ma anche qui l’allerta sembra rientrata.
Ora si guarda a Torino, dove la famiglia Forni pare vicinissima a passare la mano a una cordata locale. I debiti da saldare sono però parecchi.
L’ultima sirena è risuonata, fortissima, a Trieste. Il proprietario Luigi Scavone è stato arrestato durante un’enorme inchiesta della Finanza su frodi fiscali, ed era lui in prima persona a provvedere ai conti. La società è a posto con tutte le scadenze e gli stipendi, come ha ricordato il gm Mario Ghiacci. Per finire l’annata mancano circa 600-700mila euro, per poi capire cosa fare in futuro. Per ora regna l’ottimismo, Ghiacci non ha escluso - almeno a livello di ipotesi - neppure quello di uno scambio di diritti con una società di A2, per garantire la sopravvivenza al progetto. —
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