Gazzetta di Reggio

Sport

basket  

Serie A fra tante incertezze possibile blocco dei ripescaggi

Adriano Arati
Serie A fra tante incertezze possibile blocco dei ripescaggi

Campionato ancora a 16 squadre invece delle 18 previste il prossimo anno nel caso in cui il consiglio federale dovesse riscontare instabilità nei club

3 MINUTI DI LETTURA







Quale futuro per la serie A?

La prossima stagione sportiva avrebbe dovuto portare l’allargamento del primo campionato del basket italiano a 18 squadre rispetto alle 16 attuali. Dalla serie A2 saliranno tre formazioni a fronte di una sola retrocessione. Le tante situazioni difficili emerse in questi mesi, con diverse società in forte sofferenza economica e gestionale, potrebbero però aprire la strada ad altri scenari. In particolare, si potrebbe arrivare al blocco dei ripescaggi.

Da un alto, infatti le tre promozioni sono garantite, un nome è già certo ed è quello della Fortitudo Bologna. E quindi 18 società sulla carta ci sono.

Se però a giugno la Commissione tecnica di controllo, la Comtec, decidesse di escludere qualche realtà per irregolarità economiche, il discorso cambierebbe.

Teoricamente, in caso di una bocciatura, Lega e Federazione provvedono a un ripescaggio, guardando alle retrocesse e alle prime escluse dalla corsa play off dell’A2.

Ma se le bocciature fossero due, ad esempio, si potrebbe sospendere la pratica, mantenendo la serie A a 16 almeno per un’altra annata. A oggi è impossibile capire cosa succederà, tutte le situazioni in bilico potrebbero rientrare, e per arrivare allo stop dei ripescaggi è comunque necessario il numero pari.

Nessuno vuole un campionato con un numero dispari di partecipanti, ma se si scendesse “naturalmente” a 16 l’affare muterebbe decisamente prospettiva. È già successo, nel 2008 e nel 2013, e potrebbe accadere ancora. Soprattutto in una fase delicata per la pallacanestro, con tante società in sofferenza.

I requisiti minimi per la serie A sono elevati, e piuttosto che correre il rischio di inserire realtà traballanti si potrebbe continuare a ballare a 16. Nessuna fra le attuali componenti della massima serie piangerebbe, considerati gli impegni nelle coppe - altrettanto intensi - che coinvolgono molte squadre.

In autunno l’allarme era principalmente a Cantù, dove però è subentrata una nuova proprietà diffusa intenzionata a tener botta.

A novembre Avellino ha vissuto una bruttissima crisi economica, figlia delle sofferenze della Sidigas del proprietario De Cesare, ma anche qui l’allerta sembra rientrata.

Ora si guarda a Torino, dove la famiglia Forni pare vicinissima a passare la mano a una cordata locale. I debiti da saldare sono però parecchi.

L’ultima sirena è risuonata, fortissima, a Trieste. Il proprietario Luigi Scavone è stato arrestato durante un’enorme inchiesta della Finanza su frodi fiscali, ed era lui in prima persona a provvedere ai conti. La società è a posto con tutte le scadenze e gli stipendi, come ha ricordato il gm Mario Ghiacci. Per finire l’annata mancano circa 600-700mila euro, per poi capire cosa fare in futuro. Per ora regna l’ottimismo, Ghiacci non ha escluso - almeno a livello di ipotesi - neppure quello di uno scambio di diritti con una società di A2, per garantire la sopravvivenza al progetto. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google