Aggressiva e ambiziosa Trento è il banco di prova per la Grissin Bon
Partito malissimo il team ha raddrizzato la stagione Tanti i pericoli per i biancorossi che per mettersi del tutto in salvo non possono uscire sconfitti
REGGIO EMILIA. «La solita Trento». Diversi giocatori biancorossi hanno usato questa definizione, per parlare della prossima rivale reggiana, e la formula è efficace e veritiera.
Domenica arriverà in via Guasco una delle formazioni più scomode da affrontare della serie A, una squadra che in questi anni ha fatto della fisicità, dell’aggressività e della duttilità estrema il proprio marchio di fabbrica.
Con ottimi risultati, come le due finali scudetto consecutive perse e la semifinale di Eurocup confermano.
Il curriculum è uguale a quello reggiano, in questo senso, e non a caso le similitudini fra le due società sono state tante, nell’ultimo quinquennio. Il sole trentino è ulteriormente salito mentre quello biancorosso declinava. In questa stagione, la distanza è molta, oggi la Dolomiti Energia è ottava ma a soli 4 punti dalla terza piazza, mentre la Grissin Bon prova a sfuggire ai fanghi della retrocessione.
E dire che l’avvio era stato pessimo, per i bianconeri, con cinque sconfitte consecutive e tante sofferenze anche in Eurocup. Non una novità, per una realtà abituata a crescere da gennaio. L’arrivo del trascinatore di ritorno Aaron Craft e l’addio alla Coppa hanno ridato energie, e nel ritorno Trento viaggia altissimo, con sette vittorie e due ko.
A Reggio arriverà per continuare la marcia.
La formula è quella solita.
Pochi lunghi tradizionali, tanti atleti che cambiano in difesa in ogni situazione, aggressività e muscoli al limite e oltre in ogni azione, pericolosità diffusa con la capacità di trovare sempre protagonisti diversi a difesa schierata e, quando possibile, in contropiede. Per una Grissin Bon reduce da due vittorie preziose, sarà un bel banco di prova, soprattutto per la tenuta mentale e fisica sotto canestro, contro una squadra in gran forma e contro cui è difficilissimo accoppiarsi. La forza di Trento è spesso quella di stravolgere le abitudini tecniche altrui, con quintetti con cui gli abbinamenti tattici sono improbabili. Nel 2019 la storia non è cambiata, nonostante l’addio al super atleta Sutton.
Il pericolo principale è Craft, una dinamo impressionante: 190 cm di velocità e atletismo, si butta su ogni pallone, trasforma in ripartenza tutti i rimbalzi lunghi, trova i compagni ed è migliorato anche al tiro. Va fatto lavorare in difesa e a Reggio non mancano le punte offensive. Al suo fianco, in un attacco con 4 uomini in doppia cifra e Flaccadori a 9.3, c’è il mastino Hogue, lungo sotto taglia ma sempre efficace, oltre che bravissimo a mandare fuori di testa i rivali con le sue maniere. Completano il poker il veterano Gomes, ala con tiro e verticalità, e il discusso Marble, esterno Usa con buona stazza cresciuto in corso d’opera. La rotazione è potenziata da Pascolo, un altro atipico in grado di giocare i due ruoli sotto e di dare agilità, il veterano play Forray e l’esplosivo Flaccadori, guardia con fisico e punti nelle mani, in costante crescita di fiducia e responsabilità, da tre anni miglior Under 22 del torneo.
Buscaglia solitamente impiega nove elementi, i due mancanti sono il tiratore Mian, seguito anche da Reggio in estate, e il centro serbo Jovanovic. Sinora ha sofferto, con tanti alti e bassi, ma ha stazza notevole e mani educate. Nella sera giusta può far malissimo sfruttando gli spazi aperti dagli assalti dei compagni. —
A.A.
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