L’autore Giacomo Giovannini «Abbiamo sfatato falsi miti che circolano sulla Reggiana»
«La maglia nera fu usata soltanto una volta e non è provato che il granata fosse stato scelto da Taddei in onore del Torino»
REGGIO EMILIA. «Con questo libro, frutto di un accurato lavoro di ricerca storica, abbiamo sfatato due falsi miti che circolavano sulla nascita della Reggiana». Giacomo Giovannini, curatore insieme a Giacomo Mazzali del progetto editoriale “La Maglia Granata”, spiega alcune delle scoperte che sono state compiute in nove mesi di studio. «Il primo falso mito è che la Reggiana avesse giocato il primo anno in maglia nera. In realtà giocò fin da subito in granata». Come spiega Mazzali nell’articolo a sinistra, soltanto una volta, pochi giorni dopo la sua nascita, la Reggiana scese in campo con una maglia bianconera per una partita amichevole a Mantova.
«Il secondo falso mito – spiega Giovannini – è che la maglia granata fosse stata scelta da Severino Taddei in onore del Torino. È vero che il fondatore aveva giocato nel Torino quando faceva lì il militare, dove tra l’altro conobbe Felice Romano e il suo allenatore era Vittorio Pozzo, ma la maglia granata era stata utilizzata a Reggio già nel 1912. Non c’è nulla che ci autorizzi ad attribuire la scelta del colore alla squadra di calcio piemontese».
Gli esordi dell’epopea granata offrono parallelismi utili anche con la storia di oggi. «Nel 1913 la Reggio Football Club costruì il suo campo da calcio, come negli anni ’90 accadde poi con il Giglio. Anche allora c’erano le difficoltà economiche ma la città seppe stringersi intorno alla sua squadra: persino il vescovo di allora diede un obolo per aiutarla. Nell’anno del centenario sarebbe bello che anche chi non segue il calcio desse una mano alla nuova società che è ripartita. Perché il calcio è un ambasciatore della nostra città. Anche noi autori del libro vogliamo contribuire: infatti il ricavato di questo volume, al netto delle spese, andrà alla Reggio Audace». Nell’introduzione del volume il giornalista Ezio Fanticini scrive: «La squadra di calcio è uno dei simboli di qualsiasi comunità, l’amore per una maglia è una seconda pelle, cancella ogni distinzione, come in un abbraccio collettivo. Conta essere granata. E basta».
Anche il sindaco Luca Vecchi, che in estate ha tenuto a battesimo la Reggio Audace, ha offerto un contributo all’opera. «Cento anni di Reggiana – scrive il primo cittadino – sono, oltre che un compleanno da celebrare con gioia, un pezzo di storia sportiva della nostra città, una storia passata, presente e futura che ognuno di noi ha ereditato dai propri genitori, vissuto in prima persona e tramandato ai propri figli. Nel corso dei decenni in molti hanno lavorato apprezzabilmente collezionando reperti, fotografie, cimeli, maglie in modo che questo percorso non andasse perduto, ma diventasse patrimonio della cultura popolare della nostra città. Questo volume ne è un esempio significativo». —
J.D. P.
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