Gazzetta di Reggio

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Sfottò e coreografie delle curve la memoria di Ponzo unisce tutti

L. Cocconcelli e L. Vinceti
Sfottò e coreografie delle curve la memoria di Ponzo unisce tutti

Grande cornice di pubblico, in tribuna tanti ex granata e spunta anche il presidente del Carpi Stefano Bonacini

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Il presidente Luca Quntavalli, tra il serio ed il faceto, si era augurati quindicimila spettatori. Alla fine il derby con il Modena ha fatto segnare quasi undicimila presenze, per l’esattezza 6.836 paganti in aggiunta ai 3650 abbonati.

Sì il derby si è giocato in una cornice da serie superiore, raramente si registra una simile affluenza per una partita di serie D.

Un match che sugli spalti ha richiamato anche un sacco di ex granata (l’ex ds Grammatica, Cevoli, Facciolo, Sgarbossa) e riempito la tribuna vip, da Giovanni Vandelli, il presidente più amato da queste parti nonostante un curriculum che parla di una retrocessione e 5 tentativi mancati di ritorno in B, dal patron del Carpi Bonacini (che ogni tanto viene dato vicino al Modena o alla Reggio Audace), ad Amadei, l’ex vice presidente granata Romano e Giorgio Cimurri.

Sugli spalti, prima e dopo è tutto filato liscio. Sfottò, sì, ma fortunatamente mai si è trasceso. Certo, le due curve potevano anche attendere qualche minuto prima di lanciarsi i invettive reciproche ed incitamenti alla propria squadra e prolungare l’applauso, attenendo che la vedova ed i figli di Paolino Ponzo uscissero dal terreno di gioco.

Momento unificante e toccante, quello del saluto alla famiglia di chi è prematuramente scomparso ed ha onorato i colori di entrambe, per la Reggiana, anche non continuamente, tre tornei di B, due di C ed 1 di C2, con il Modena 5 stagioni e la lunga cavalcata dalla C alla A. Allo stadio Braglia c’è una targa che lo ricorda come il “muratore” di Modena.

Inizia il match ed nella curva occupata dai tifosi modenesi spunta un lunghissimo striscione con la scritta” penso solo a te ogni respiro, ogni momento che vivo”. Risposta pronta dal settore distinti, con sostenitori granata a esporre “la mia città, i mie colori, la mia vita!”. Ad un certo punto, per potersi mettere a sedere, viene ripiegato e spostato il bandierone del Gruppo Vandelli. La partita va avanti, il Modena crea le occasioni migliori, ai punti meriterebbe la vittoria, in campo tanto agonismo, ardore , meno lucidità, ma ai supporter va bene così. Un poco meno all’ex Gozzi, che deve uscire per una botta ed è sommerso dai fischi di chi, evidentemente, mai gli ha perdonato la scelta di andare, anni fa, al Modena, dimenticando che era giovane, la Reggiana in C2 ed il Modena in B.

Alla fine uno 0-0 che probabilmente fa solo il gioco della Pergolettese, ma applausi per tutti ed il riconoscimento, il grazie delle due società.

Emozionato per il suo ritorno allo stadio l’ex presidente Vandelli: «È stato fantastico perché non mi aspettavo così tanto cuore, tanta passione, cose che non sono comprensibili a chi vive fuori ambiente». Vandelli smentisce però di essere assente da 20 anni. «Non ci sono spesso, ma a volte vengo a vederla in incognito. Oggi però il presidente Quintavalli mi ha voluto in tribuna accanto a lui e non posso che testimoniargli la mia grande soddisfazione. Poi, quella camminata sotto le tribune mi ha riempito di brividi, mi ha portato indietro nel tempo. Credo che non lo dimenticherò mai». Sulla partita l’ex presidente granata ha detto: «Un primo tempo senza lampi; più occasioni, specie per il Modena, nella seconda frazione. Ma ci sta, in fondo era un derby e non si possono fare pronostici. Sono contento anche dello 0 a 0. Mi sono divertito». —





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